giovedì 6 agosto 2015

Gastronomia: Esterházy Torte

Vienna, si sa, è conosciuta non solo per l'enorme cultura musicale e letteraria ma anche per i dolci, e in particolare per le torte.
Perché no, non esiste soltanto la celeberrima Sachertorte. Ci sono tante altre specialità degne di nota.
Oggi vi presento infatti la Esterhazy Torte.


La famiglia Esterhazy era un'antica famiglia principesca ungherese. Gli Esterhazy sono stati famosissimi mecenati della cultura e della musica nel XVIII e XIX secolo. Hanno sostenuto anche il compositore Franz Joseph Haydn, il quale era il maestro di cappella.  
Non si sa chi abbia inventato questa torta: forse un cuoco personale degli Esterhazy, forse addirittura uno dei nobili... 

Procediamo quindi con la ricetta.

Ingredienti:

Per la torta:
farina 240 g
9 albumi
nocciole tritate 180 g
zucchero 180 g

Per la crema:
2 tuorli
burro 150 g
zucchero 100 g
¼ l. latte
farina 2 cucchiai
rum o brandy 2 cucchiai

Per la glassa:
zucchero a velo 150 g
2 albumi
cioccolato al latte 50 g
succo di limone 3 cucchiai

Come si fa?
  • Prescaldare il forno a 200°.
  • Preparare la base della torta: montate a neve gli albumi con metà dello zucchero.
  • In una terrina setacciare la farina, aggiungervi lo zucchero rimasto e le nocciole ed all’ultimo incorporare gli albumi montati.
  • Rivestire con un foglio di alluminio una teglia e imburrarla, poi mettervi l’impasto in uno strato uniforme e cuocere per circa 10 minuti.
  • Togliere la torta dal forno e mentre è ancora calda tagliarla in cinque strati e separarli.
  • Preparare la crema: montare lo zucchero con il burro ammorbidito e i tuorli.
  • Incorporare il latte, la farina e il rum; mentre si mescola, mettere la crema sul fuoco e portare lentamente a ebollizione.
  • Togliere dal fuoco appena pronta e farla raffreddare, poi stenderla sugli strati della torta e impilarli uno sull’altro.
  • Preparare la glassa: mescolare il limone allo zucchero a velo e aggiungere gli albumi, continuando a mescolare finchè non diventerà una massa bianca e molto fluida, poi ricoprirci la torta.
  • Fare sciogliere il cioccolato e farlo cadere a goccia sulla glassa; aiutandovi con uno stuzzicadenti creare una decorazione a reticella.
  • Lasciare riposare in frigo per qualche ora e servire.

Bene. Questa è la Esterhazy Torte. A presto con nuove ricette viennesi!!


Tag 5 : l'Albertina e l'odio per l'arte moderna

Tag 5 : 5 agosto 2015
Oggi seriamente non ho fatto proprio nulla di che. La mattina ho fatto i compiti di tedesco che non ho fatto ieri sera (ma che brava che sono...) e poi sono andata al corso di lingua.
Finito il corso, sono tornata a casina per riprendermi un po' e poi mi sono diretta nuovamente verso l'Augustinerkirche. Stavolta sapevo come arrivarci: U3 fino a Herrengasse, dopodiché ci si dirige verso l'Hofburg e poi verso l'Albertina. Sulla strada per l'Albertina a un certo punto trovate un grande palazzo con una targa con scritto "Augustinerkirche". Bene, siete arrivati.
L'interno della chiesa è semplice, stretto e alto, in pieno stile gotico del 1300. Gli interni della Chiesa sono l'esempio di gotico meglio conservato in tutta Vienna. L'unica nota stonata sono i candelabri moderni. Mi permetto di dire: orrendi. All'interno della chiesa si trova la tomba di Maria Cristina (la figlia dell'imperatrice Maria Teresa) a opera di Antonio Canova. La tomba è vuota. Il corpo di Maria Cristina si trova infatti nella Kaisergruft, all'interno della Kapuzinerkirche. Dalla navata destra si può accedere alla Herzgruft, una cappella in cui sono conservati i cuori di 54 esponenti della famiglia degli Asburgo. L'Augustinerkirche è famosa perché durante la messa domenicale vengono tradizionalmente suonati brani di Schubert o di Haydn.
Dopodiché faccio per andare al Sisi Museum, ma la cassiera giustamente mi suggerisce, vista l'ora, di tornare un altro giorno. Erano infatti le 16.40 e il museo chiude alle 18. Avrei quindi avuto un'oretta scarsa per visitare un museo che ne richiede come minimo due. Grazie cassiera!
E allora che cosa faccio? Di andare a casa non ne ho voglia, anche se dovrei perché ho i compiti che mi aspettano... Però dai, c'è l'Albertina di là. Andiamo a vedere cosa c'è.
Pagando il biglietto per studenti (8.50 Euro) - e ringraziando di avere dietro il pass dell'Università in cui non studio più da un anno, eheheh! - sono entrata tutta convinta. Avevo letto 'Monet' e avevo letto 'Asburgo'. Quindi beh, tanto male non sarà. E invece mi trovo davanti a un'esposizione di quadri di arte contemporanea. Per me non hanno nemmeno un briciolo di senso, quindi non sono stata nemmeno troppo a guardare i dipinti e a leggere le didascalie. E poi ero un po' stanchina, a leggere in tedesco non ce la facevo proprio...
Al piano di sopra ci sono alcune stanze della famiglia Asburgo: quelle sì che mi sono piaciute! La parte divertente è stata quella in cui mi sono divertita a cercare di decifrare i nomi scritti in alfabeto greco su alcune statue senza sapere l'alfabeto greco. E con alcuni ci sono anche riuscita. Ma il greco per me è troppo complicato, lo lascio ai classicisti.
Al piano ancora sopra c'è una mostra di "Monet e Picasso". Adoro Monet. Detesto Picasso. E dentro c'era l'aria condizionata altissima, ho rischiato di congelare che nemmeno davanti al banco frigo del supermercato. La parte di Monet mi è piaciuta molto nel complesso, quella di Picasso per niente. Ma questo è un parere assolutamente soggettivo, quindi non fateci molto caso.
Ho poi ripreso la UBahn per tornare a casina per cena.
Ma subito dopo si esce di nuovo.

Come ho già detto in precedenza, davanti al Rathaus la sera c'è il Wiener Film Festival. Ogni sera si ha la possibilità di vedere gratis su un megaschermo un'opera, un balletto, un concerto...
Ieri sera ho trovato una Rathausplatz stracolma di gente. Non ho mai visto così tanta gente in una sola piazza.
Cosa c'era in programa? La Sesiòn Cubana di Zucchero.
Mi ha fatto un effetto strano vedere così tanti austriaci e turisti che stavano ad ascoltare la musica di un grande artista italiano come Zucchero.

Anche per oggi è tutto. A presto - anzi, a stasera - con i ViennAggiornamenti!

mercoledì 5 agosto 2015

Tag 4 : perdersi e ritrovarsi

Tag 4 : 4 agosto 2015

Bene bene bene, rieccoci qui con i ViennAggiornamenti!
Giusto per dare ancora un tocco di viennesità: stamattina dovevo andare in un ufficio per consegnare alcuni documenti. Davanti a me avevo una cinquantina di persone in tutto, divise in quattro o cinque gruppi. Bene, il tempo trascorso tra il momento in cui ho preso il numero di attesa e il momento in cui mi sono seduta al mistico tavolo davanti a un'impiegata è stato di circa 20 minuti. Roba che in Italia a quest'ora sarei ancora in ufficio!
Dopo questo inizio così interessante e il corso di tedesco, ho ben pensato di tornare a casina a riprendermi un po', essendo completamente sfatta. Ma non avevo idea di quello che avrei fatto o visto una volta arrivata in centro! Organizzata, la ragazza...

Per prima cosa, sono andata a visitare la Minoritenkirche, la chiesa edificata nel 1224 dai frati Minoriti. Sì, sono italiani. Infatti una volta a settimana dicono messa anche in italiano. (Cattolici italiani in viaggio verso Vienna...siete salvi! Potrete seguire la messa capendo le parole del prete!!) La cosa comica di questa chiesa, molto bella ma allo stesso tempo molto semplice, è che c'è la tomba di Metastasio. Ma come la tomba?? Non era nella Michaelerkirche, che ho visitato ieri? (E di cui, cavolo!, non ho parlato!!)
Ma ecco che Wikipedia mi svela il trucco: quello nella cripta della Michaelerkirche è il corpo, mentre questo non è che un grande busto accompagnato da una lapide sepolcrale.
Nella chiesa dei frati Minoriti possiamo osservare, sulla destra, una copia a mosaico del Cenacolo di Leonardo da Vinci.

Già che siamo, rimedio alla mancanza di ieri e dico anche due parole sulla Michaelerkirche.
La chiesa di San Michele, edificata intorno al 1219, è in stile tardo-romanico ma ha subito modifiche in stile gotico nel 1300. Lo si vede bene dal campanile, poligonale a guglia. All'interno vediamo invece che il coro ha subito modifiche in stile barocco. La particolarità di questa chiesa è che vi sono state eseguite per la prima volta alcune parti del Requiem composto da Wolfgang Amadeus Mozart. Il Requiem è un'opera incompiuta a causa della morte del compositore nel 1791.

Poco lontano dalla Minoritenkirche possiamo vedere il Bundeskanzleramt, ovvero la Cancelleria austriaca e il Ministero degli Esteri. In questo palazzo hanno avuto luogo le più importanti riunioni della storia dell'Austria: le riunioni del Congresso di Vienna nel 1814, le decisioni che nel 1914 hanno dato il via alla Prima guerra mondiale, l'assassinio del cancelliere Dollfus da parte dei nazisti nel 1934.

Troviamo nei dintorni anche il Burgertheater, il teatro più prestigioso nei paesi di lingua tedesca. L'edificio che noi oggi possiamo vedere è ispirato al Rinascimento italiano e dal 1888 sostituisce il teatro originario, costruito per volere di Maria Teresa d'Austria. Nel 1897 il teatro venne chiuso per una ristrutturazione dal momento che si era scoperto che da alcune poltrone non si riusciva a vedere il palcoscenico. La parte centrale è stata ricostruita tra il 1952 e il 1955 ed è decorata con il beige, il rosso e l'oro. Questi infatti sono i tre colori imperiali.

In poco meno di cinque minuti si arriva al Sigmund Freud Park. E' un parco, niente di più. La cosa particolare è che il Comune di Vienna mette a disposizione di chi vuole, quindi sia turisti che viennesi, tante tantissime sdraio per leggere, prendere il sole, riposarsi...
Al centro del parco troviamo un tavolo chiamato PaN-Tisch che è stato costruito per ricordare l'ingresso nell'Unione europea nel 2004 di Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Slovacca, Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria e Cipro. Il tavolo è fatto in pietra ed è rotondo. Intorno ci sono tante sedie quanti sono i paesi che ho citato sopra.
Se si attraversa la strada si arriva alla Votivkirche, che è stata costruita grazie a una raccolta fondi in seguito a un attentato all'imperatore Francesco Giuseppe. In questa grandissima chiesa è sepolto Niklas Salm, un generale che nel 1529 durante l'assedio turco guidò le truppe austriache.
Una cosa che in questa chiesa mi ha fatto molto ridere:


Normalmente non si usa per le merendine o per le bottiglie d'acqua, Coca Cola o cose del genere? Ecco. Nella Votivkirche la utilizzano per vendere le cartoline. Scusate, ma mi ha fatto riderissimo.

A quel punto sono tornata a Stephansplatz pensando di prendere la metro e tornare a casa. Ma poi ho deciso di fare un giro nella grande strada dei negozi, la Kärnter Straße. Mentre camminavo guardando qua e là noto una chiesetta piccola, molto piccola. E deserta. La Malteserkirche
E vabbé, entriamo. E vediamo cosa c'è.
Come sempre faccio per tirare fuori Pascal quando entrano tre persone. Un uomo e due donne. Un uomo e una donna mi salutano educatamente. L'altra donna tace. E ok. Io osservo, faccio foto, medito in silenzio... e poi tiro fuori Pascal per un'ultima foto lì dentro. Al che la signora che fino a quel momento era stata zitta se n'è uscita con un "Ist das normal? Sind sie verrückt?" ("Ma è normale? Ma lei è matta?") Io ho sfoderato tutte le mie doti di attrice rispondendo con aria di sufficienza: "Abslolut nicht!" ("Assolutamente no!") e sono uscita proseguendo il mio giro verso la Staatsoper. Davanti alla quale vedo un coniglio rosa a cui tutti fanno le foto. Ma scusate. Mi si critica per un camaleonte ma questi viennesi mettono i conigli rosa? Non ho mica capito eh. 

Mi sono quindi diretta verso l'Augustinerkirche. La chiesa in cui tutti gli Asburgo, e quindi anche Francesco Giuseppe e Sissi, si sono sposati.
Faccio per entrare, ma un prete mi blocca. "Signorina, sto chiudendo". E io: "Mi dà il tempo di fare un rapidissimo giro nella chiesa?" e gli faccio gli occhioni da Gatto con gli stivali di Shrek. Lui si è lasciato intenerire e io sono entrata in chiesa pensando di vederla tutta. Appena sono entrata, BOOM!, sono rimasta folgorata. Non so bene perché. Però è una cosa che mi è successa solamente a Notre Dame a Parigi. Come se "qualcuno" dall'alto mi stesse osservando. Molto strano e molto inquietante. Nella mia testa risuonava chiaramente il brano del musical "Elisabeth" Alle Fragen sind gestellt. Per chi volesse ascoltarlo, è questo (nella versione del 2005 con Maya Hakvoort e Maté Kamaras). Un'emozione incredibile. Poi però sono uscita e sono tornata verso l'Hofburg. Con una piccola pausa sul prato di fronte agli appartamenti imperiali, mi sono diretta verso il Volksgarten. A quel punto volevo solo una cosa: trovale il Sisi Denkmal. Una meravigliosa statua che raffigura l'imperatrice.
E l'ho trovato.
Se qualcuno fosse passato di là in quei venti minuti in cui sono stata ferma davanti alla statua, avrebbe probabilmente sentito una tizia rivolgersi a una statua un po' in italiano e un po' in tedesco. Non lo faccio perché sono pazza. Vabbé, sono pazza, ma non è per questo che lo faccio. E' perché Sisi per me è stata importantissima. E' stato soprattutto grazie a lei se ho preso certe decisioni negli ultimi due anni. E non posso non ringraziarla ogni volta che, in qualche modo, la vedo. 

E con la chiacchierata imperiale si è conclusa anche questa giornata. 
Domani non so che cosa combinerò ma sarà sicuramente una giornata molto interessante!
A presto con i ViennAggiornamenti! 

martedì 4 agosto 2015

Tag 3 : si comincia a visitare!

Ieri sera proprio non ce l'ho fatta a scrivere, sono cascata a letto come un cadavere.
Quindi recupero immediatamente!

Tag 3 : 3 agosto 2015
Ieri mattina non ho fatto proprio nulla di che, e fino alle 15 sono stata al corso di tedesco. Ma sorvoliamo, e passiamo direttamente al momento in cui sono arrivata in Stephansplatz, ovvero la piazza del Duomo di Vienna.
Premessa: lì davanti troverete delle persone alquanto fastidiose vestite con costumi del Settecento e con delle improbabili parrucche in testa. Sono quelli che cercano di venderti un biglietto per un concerto di Mozart e Strauss. E ci sta, ma a prezzi davvero stellari! E io, con tutto l'amore che ho per Strauss, ...ehm, no.
Comunque, tornando a noi...
Vedrete presto che io giro in compagnia di un piccolo amico dalle sembianze di un camaleonte verde. Il suo nome è Pascal. Perché? Semplicemente perché io sono Rapunzel, e il mio amico è Pascal. Ha girato tutto l'anno scorso insieme a me e anche questa volta me lo porto in giro per la capitale austriaca.
Infatti entro in Duomo, circondata da giappi e iPad, e facendo finta di niente tiro fuori il telefono e Pascal. Confesso che è stato abbastanza indifferente, come si dice in Italia, fare la gnorri e fotografare un camaleonte di peluche con tutti i giappi e tutti i turisti che ti guardano strano. Ma non m'interessa, e quindi presto ci saranno anche le foto.

Cito dalle due guide che io utilizzo:

Situato nel centro di Vienna, Stephansdom è l'anima della città. Non è un caso infatti che sotto il suo altare maggiore siano custodite le urne contenenti le viscere di alcuni membri della famiglia degli Asburgo, conservate nella Herzogsgruft, mentre i corpi riposano nella Kapuzinerkirche (Chiesa dei Cappuccini). Dell'edificio romanico originario, risalente al XIII secolo, rimangono il Portale dei Giganti (1240) e le Torri dei Pagani. La navata gotica, il coro e le cappelle laterali sono frutto della ricostruzione avvenuta tra il XIV e il XV secolo, mentre alcune strutture esterne, come la sacrestia inferiore, sono state aggiunte in epoca barocca. Le due cappelle che fiancheggiano la facciata sono gotiche, come pure il grande finestrone, sormontato da una stretta terrazza che congiunge le due torri. A sud, la porta dei cantori (Singertor), opera di Hans Puchsbaum (1450), un tempo ingresso riservato agli uomini; a nord, la porta dei Vescovi (Bischoftor), riservata alle donne. 
L'INTERNO
Maestoso e imponente, l'interno della cattedrale è a croce latina, con tre navate. La struttura è tipicamente gotica, con volte a sesto acuto sorrette da eleganti pilastri. Sotto l'incompiuto Adlerturm vi è l'ingresso alle Catacombe. A sinistra dell'altare maggiore troviamo il Wiener Neustadter Altar (1447) in stile gotico, dove vediamo raffigurati l'Incoronazione di Maria nella parte superiore, mentre nella parte inferiore vediamo la Vergine con le sante Barbara e Caterina. 

Questi sono i tratti salienti di Stephansdom, ma ci sarebbe davvero tanto altro da scrivere. E' una chiesa veramente molto bella e molto particolare.

Ho poi proseguito il mio giro verso la Peterskirche. La chiesa si trova a sinistra rispetto alla facciata dell'Hofburg, di cui vi parlerò tra qualche giorno perché richiede un sacco di tempo. L'unica cosa notevole di questa chiesa è che si vede chiaramente la somiglianza con l'omonima basilica che si trova a Roma. In questa chiesa inoltre troviamo gli scheletri dei primi martiri cristiani, che originariamente si trovavano nelle catacombe romane.

Momento notevole della giornata di ieri:
Nei pressi di Stephansplatz si trova una piazza molto conosciuta sia dai viennesi che dai turisti chiamata Graben. ("Graben" in tedesco significa "tombe" e lì io di tombe non ne ho viste. E vabbé...) Al centro di questa piazza si trova la celebre Pestsäule, ovvero la Colonna della Peste. Questa colonna, e qui cito testualmente dalla mia guida, "è stata fatta eriger dall'imperatore Leopoldo I, il quale durante la peste del 1679 fece voto di commemorare la fine dell'epidemia in città. Tra le figure che la decorano, spiccano le figure di un santo e di un angelo che sovrintendono alla distruzione di una vecchia simboleggiante la peste". E fin qui niente di strano.
Mentre ero lì che facevo le foto alla colonna, con e senza Pascal, sento una melodia che conosco molto bene suonata da un violinista che stava poco più in là. Ho impiegato un po' prima di riconoscere davvero la melodia, perché non mi veniva il titolo. Quando ben ho appurato che si trattava dell'Ave Maria di Gounod, non ce l'ho fatta. Ero in piedi a fianco a questa grandissima colonna e, guardando il violinista, ho cominciato a cantare. Mica a gola spiegata. Così, a mezza voce. Momento imbarazzante: avevo addosso gli occhi di tutti i giappi presenti nella piazza! Promemoria per me: se sei in centro a Vienna, NON metterti a cantare, per dio!

Momento notevole - seconda parte:
Vicino alla Colonna della Peste c'è una libreria. Così, per curiosità, decido di entrare a dare un'occhiata. Vorrei comprare TUTTI i libri su Elisabetta d'Austria, ma mi trattengo. Ne compro uno solo:

Katrin Unterreiner, Sisi - Mythos und Wahrheit (Brandstätter), Vienna, 2015

Strabello e strastupendo. Ne ho già letto un po' e sto scoprendo ancora più cose sulla mia amta Kaiserin. Perché nel caso non si fosse capito, io adoro Sisi!
Faccio per pagare, ma in un atto di pura cattiveria decido di pagare in moneta.
Sono 12.90 Euro. E io li ho pagati TUTTI in moneta, sotto lo sguardo attento della cassiera, che mi ha anche fatto notare di aver messo giù 13 Euro, quindi 10 centesimi in più. Una cassiera italiana se ne sarebbe stata ben zitta. La cosa che mi ha stupito è stata la reazione della cassiera. Mi ha detto: "Non c'è problema se Lei paga tutto in moneta, sa? Noi abbiamo sempre bisogno delle monete per dare i resti!". Una cassiera italiana mi avrebbe sparato una sequenza interminabile di insulti!

Per adesso è tutto. Ora vado a fare il mio giretto quotidiano. A dopo con i ViennAggiornamenti!!


lunedì 3 agosto 2015

Cosa è bene che un italiano sappia di Vienna

Anche se sono qui da solo due giorni, ho già imparato tantissime cose. Sapevo già come si gira sulla U-Bahn e come si arriva in centro da casa mia, ma c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. E in un mese di tempo chissà cosa verrà fuori...!
Intanto, è giusto avvertire gli italiani che intendono andare a Vienna per studio, per lavoro, in vacanza, per una qualsiasi ragione... riguardo a certe cosine che ora vi vado a elencare.

  • Se la domenica avete bisogno di fare la spesa, volete andare a comprare un regalo per un vostro amico, avete voglia di comprare vestiti nuovi... scordatevelo. A Vienna, come in tutta l'Austria e anche in Germania, la domenica tutti i negozi sono chiusi. Sì, avete letto bene. Tutti i negozi sono chiusi. Io ieri in frigo avevo solo aria fresca e non avevo idea di dove avrei trovato qualcosa da mangiare. Per fortuna, con l'aiuto di Google, ho scoperto che nella stazione di Vienna West - sempre lei! - c'è un supermercato aperto tutti i giorni, domenica compresa. Gott sei Dank! 
    Speravo di avere più fortuna andando in stazione centrale, ma nisba. Tutto chiuso anche là.
  • I viennesi sono persone estremamente cordiali. O meglio, a me hanno dato questa impressione per adesso. Se hai bisogno di un'indicazione, non ti mandano a quel paese come fa la maggior parte degli italiani. E anzi, se capiscono che sei straniero e che non parli molto bene tedesco, ti ripetono le cose due, tre, quattro volte per accertarsi che tu abbia capito bene. Credetemi che non è cosa da tutti. 
  • A Vienna - ma a dire la verità un po' dappertutto tranne che in Italia - una coda è dritta. Le persone stanno in fila una dietro l'altra, senza spintonarsi e senza fare a gara a chi arriva primo. Ieri sono andata al cinema e questa cosa mi ha stupito non poco. In Italia la coda assume infatti la forma di un cuneo. Quindi hai un primo, due secondi e cinque terzi. Più o meno una cosa del genere: 
        ^
      /    \
    / \ | / \
    mentre invece a Vienna, in Austria e in tutto il mondo la coda è così: -------> 
  • I viennesi tengono la destra sulle scale mobili. In Austria e in Germania si dice "Rechts stehen, links gehen", vale a dire "a destra si sta fermi, a sinistra si cammina". Questo perché? Sulle scale mobili c'è sempre qualcuno che ha fretta perché magari deve prendere la metropolitana al piano di sopra e la sta per perdere o per qualsiasi motivo deve andare più velocemente. La "corsia" di sinistra serve proprio a loro, a quelli che devono correre. E possono farlo senza dover spintonare nessuno, dal momento che quelli fermi tengono la destra.
    Vi sembra una cosa scontata? Bene. Provate a prendere le scale mobili con un gruppo di italiani. Li riconoscerete subito. Sono quelli che si piazzano su tutta la scala mobile, senza tenere la destra ma somigliando di più a un gregge di pecore. Se devi tenere la destra, TIENI LA DESTRA! Non ti piazzi lì in mezzo per poi essere magari preso a gomitate da un frettoloso viennese che per colpa tua che stai a mezzo ha perso il treno, la S-Bahn, la metro, quello che è! E dovreste vedere che sguardi assassini lanciano i viennesi a chi si piazza a sinistra. Se poi questi pensano di protestare, i viennesi ancora un po' se li mangiano. 
  • A Vienna in metropolitana, in treno, in S-Bahn, in bus, sul tram... si parla a voce bassa.
    Anche qui: vi sembra una cosa scontata? Ottimo. Provate a prendere un bus o un qualunque mezzo di trasporto in Italia. Non vi viene mal di testa dopo cinque secondi? A me sì, sempre. Ci sono i ragazzi che ascoltano la musica (di merda) a palla, le vecchie sorde che urlano, quelli che sentono la necessità di lamentarsi a voce alta per qualsiasi cosa, quelli che raccontano del callo sotto il tallone destro del vicino di casa della ex moglie di suo cugino acquisito a un volume talmente alto che lo sente anche uno dall'altra parte del bus... Ecco, tutto questo a Vienna NON succede. Tutti parlano a un volume moderatamente basso, nessuno urla e nessuno ascolta musica a palla. O meglio, se la ascoltano, non si sente da fuori.
    Gli italiani a Vienna si riconoscono, soprattutto se in gruppo, perché sono dei gran caciaroni. Parlano a voce troppo alta e ascoltano musica (di merda) a palla facendola sentire anche ai viennesi che intanto li inceneriscono con lo sguardo. Ieri sera, tornando dal Rathaus, poco lontano da me sulla U-Bahn c'erano quattro ragazzi italiani. Una di loro stava acculturando gli altri tre (o almeno ci provava) raccontando la trama de "Il lago dei cigni". E qui non c'è niente di male, anzi. Il punto è che parlava a un volume talmente alto che ho ringraziato il cielo di avere solo due fermate prima di cambiare linea!

    Per adesso è tutto. Si conclude qui la mia prima pillola di Viennesità. A presto con i ViennAggiornamenti! 

domenica 2 agosto 2015

Tag 2: come dare un senso alla domenica viennese (E invece no!)

Tag 2: 2 agosto 2015

Solitamente, la prima notte in cui dormo in qualsiasi posto ... non dormo. Crampi, sveglia a intervalli di due ore, mal di testa e chi più ne ha più ne metta.
Questa volta no. Ho dormito davvero bene, mi sono svegliata a un'ora decente senza essermi mai alzata durante la notte ed ero molto felice perché era il mio primo giorno veramente viennese.
Tutta piena di buoni propositi per la giornata, apro la finestra.
Pioggia.
Eh no, eh. La pioggia no! Anche perché...non ho un ombrello dietro! Bene, giornata rovinata.
E invece no! Perché - magicabula - smette. E allora cosa faccio? Vado a fare la spesa! Finalmente si mangia!!
E invece no! Perché - porca miseria - è domenica. E di domenica in Austria e in Germania è tutto chiuso. E con "tutto chiuso" intendo tutto chiuso. Per comprare due robe da mangiare per pranzo sono andata, dopo qualche miliardo di giri, in un supermercato che si trova nella stazione di Vienna West che è aperto anche alla domenica. Primo momento GSD (Gott sei Dank) della lunga giornata.
A quel punto sono tornata a casina a mettere a posto la mia spesa e scopro di non avere né le presine né le spugne per lavare i piatti. Un genio, hein? E non potevo nemmeno comprarle perché...vedi sopra.
Dopo pranzo e il conseguente abbiocco, realizzo che il tempo farà schifo tutto il giorno. E non c'è niente da fare a Vienna il pomeriggio di domenica. Tutti sono a casa, le strade sono deserte...vedi solo qualche giappo che si avventura senza mai separarsi dal suo iPad. Quindi, tornando a me, io di stare in casa tutto il giorno a dormire e/o deprimermi non ne avevo voglia. E quindi qual è la soluzione? Il cinema, gente! Il cinema!
Chi mi conosce sa che io non amo particolarmente andare al cinema. Ma in certi casi è la cosa che ti salva la vita. E a vedere cosa? Beh, che dire... una pellicola socialmente impegnata, che insegna tanto a chi la va a vedere, che lascia agli spettatori un tesoro culturale dal valore inestimabile.
I MINIONS.
No, non sono impazzita. Ho visto davvero il film dei Minions. Queste creature gialle mi hanno fatto morire dal ridere. Dopo Cattivissimo me (sia 1 che 2, che mi sono piaciuti un sacco) anche questo non mi ha dato la "dilusione di diludendo" (cit.) e, essendo doppiato in tedesco, è stato un ulteriore modo di capire che in tedesco non sono così una schiappa come credo.
Una volta uscita dal cinema, salto su un bus a caso che mi porta a Wien Hauptbahnhof. La stazione centrale di Vienna. Là - mi dico - ci sarà sicuramente qualche negozio aperto.
E invece no! Tutto chiuso. TUTTO CHIUSO. T U T T O   C H I U S O. Sparatemi adesso.
Al che faccio per tornare a casa. Però poi mi ricordo che non ho niente in frigo. Allora decido di cenare in un posto vicino a casa dove fanno le Wiener Schnitzel, ovvero ... gigantesche e buonissime cotolette. Ma davvero buone!
Quindi arrivo a casina e penso che il modo più furbo di chiudere questa giornata che non ha avuto nemmeno un briciolo di senso è andare al Rathaus, dove c'è il Wien Film Festival. Ma sì, dai, un altro film direi che ci sta. E poi è tutto esercizio, ne va del mio tedesco!
E invece no! Perché dopo una serie di giri assurdi - perché prendere un bus quando puoi cambiare la U-Bahn tre volte? - arrivo al Rathaus e scopro cosa c'è in programma.
Questi grandi viennesi hanno sistemato davanti alla facciata del Rathaus (Municipio) (si dice Municipio in italiano? Sono talmente abituata a chiamarlo Rathaus che mi vengono i dubbi...!) un megaschermo, una mega-platea di sedie e una tribuna tutto intorno. E questa sera cosa c'era in programma?
IL BALLETTO.
Ora, se c'è una cosa che - detto con estrema eleganza - mi fa due palle così, è proprio il balletto. Per di più questo era "La bella addormentata" di Ciaicòschi (lo so che non si scrive così, ma confesso di non sapere come si scrive esattamente. Accontentatevi!) con le coreografie di Nùreiev (come sopra).
Non sto lì nemmeno mezz'ora, mi si chiudono gli occhi. E vabbé, prendo la metro e via verso il letto. Lui sì che mi capisce...!
E anche il secondo dei 31 Tage in Wien si è concluso.

A presto con i ViennAggiornamenti!

sabato 1 agosto 2015

Tag 1: giro di esplorazione

Tag 1: 1 agosto 2015 (nonché il mio compleanno!)

Viaggiare in treno solitamente mi piace. Viaggiare in treno di notte già meno. Viaggiare in treno di notte non in cuccetta è una cosa che molto si avvicina all'inferno. Però sono giovane e quindi posso farlo.
Inutile dire che in dodici ore di viaggio ho dormito, se va bene, un minuto e mezzo. Mi dà fastidio qualsiasi cosa: il rumore del treno (nonostante i tappi), la luce del corridoio (nonostante la mascherina), il poco spazio a disposizione e il fatto di non poter dormire per evitare che qualcuno s'inguatti qualcosa di mia proprietà.
In ogni caso, Wien Meidling mi aspettava alle 9 e 30 di stamattina. Sono scesa da quel treno che sembravo uscita da un film dell'orrore. L'unica cosa erano gli occhi: con quelle meravigliose occhiaie intorno facevano sembrare la mia faccia il muso di un coccolosissimo panda.
Arrivo a casa, faccio finta di disfare le valigie - cosa che ancora non ho fatto, ma noi non lo diciamo a nessuno! -, mi riprendo e ... esco.
E dove vado?
Ah, chi lo sa. Dove mi portano i piedi. E dove mi porta la U-Bahn.
Non so chi ha inventato la U-Bahn, ma lo stimo profondamente. E' il mezzo di trasporto migliore del mondo. Si gira da dio, con la U-Bahn. Arrivi dappertutto e in poco tempo. E non c'è mai troppa gente a nessuna ora del giorno. Sì, lo so che è agosto...ma i turisti dove li mettiamo?
La mia casina si trova nei pressi della stazione di Wien Westbahnhof - per gli amici Vienna West, così almeno voi non rischiate ogni volta di dimenticare una delle due acca di 'Bahnhof' - da cui inizia la strada dei negozi: la mistica Mariahilfer Straße.
Ora, io non amo girare per negozi. Ma lì, in quella strada, in mezzo a così tanti negozi, sembravo una bambina di cinque anni al luna park mentre si riempie di zucchero filato. "Occhi che brillano" è riduttivo, soprattutto quando ho adocchiato una libreria in cui sono stata quasi un'ora a leggere - o meglio, a provare a leggere - libri di vario tipo. Tutti rigorosamente e logicamente in lingua tedesca.
Cammina cammina arrivo davanti a una delle cose che più mi hanno incuriosita dell'Austria e della Germania: Nordsee. Sì, "Nordsee" è il Mare del Nord. Ma è anche questa catena di fast-food tipo Mc Donald's ma a base di pesce. Che almeno è un pochino più sano delle robe del Mc Donald's, hein? Possiamo discutere su quanto sia sano il Fish&Chips che ho preso io, accompagnato da una salsina bianca molto strana ma molto buona, però era una cosa che dovevo fare dopo tanti anni di frequentazione del mondo tedesco.
Dopo il pranzo, sono andata a fare un giretto dalle parti dell'Hofburg, gli appartamenti imperiali degli Asburgo. Sul marciapiede di fronte all'Hofburg ho notato una colonna bianca e una fila di persone davanti a essa. "Ma cosa sarà?", mi sono chiesta. E guardando bene ho visto la scritta Trinkwasser. Cioè acqua potabile. Gratis. Per cittadini e turisti. I viennesi fanno colonne bianche che distribuiscono acqua ai turisti che ne hanno bisogno e che quindi arrivano con tremila bottiglie ma almeno non devono pagare con il sangue per dissetarsi!
Da dopo l'Hofburg non ricordo che cosa ho visto perché ho girato come una trottola. So solo che sono andata a mangiare un gelato in un'ottima gelateria di cui poi parlerò nella sezione dedicata alla gastronomia. Sì sì sì, lo so che il gelato non è un prodotto tipico viennese...ma quella gelateria è davvero strabuona!
Giusto perché sono una persona coerente...dove vado a cena? In Kärntner Straße, vicino alla Staatsoper. In un ristorante italiano. Gestito da italiani. Ho mangiato una pizza molto più buona di tante che ho mangiato in Italia e una crème brûlée davvero ottima. Ne riparlerò in seguito, ma anche questo è un ottimo posto in cui mangiare se, come me, non si ha niente in frigo perché non sapevo che i supermercati al sabato chiudono alle 18!!
Per chiudere la giornata, ho ben pensato di andare sulla Donauinsel. Donau = Danubio. Insel = isola. Il mio sesto senso mi dice che è un'isola in mezzo al Danubio. E infatti. Solo che di sera non si vede un granché. Era bella la luna, perfettamente rotonda. Ma per il resto si vedeva ben poco.
Sulla scia di una scena tratta da Alla ricerca di Nemo, ... "E allora, com'era il bel Danubio blu?" "Beh, era ... bello ... e blu!" (Grazie Strauss per aver scritto un brano così bello!) (No, non Strauss quello dei gioielli. Un altro.)
Ripresa la U-Bahn, sono tornata a casina. Appena in tempo. Appena mi siedo sul letto...vai con i crampi!

A domani con i ViennAggiornamenti!