No, non è una ventata di patriottismo.
E' solo che in effetti, pensandoci bene, in questi giorni ho "salvato" tantissimi italiani dalla metro viennese.
Perché sì, la metro di Vienna è molto comoda una volta che si entra nel meccanismo e si familiarizza con il mezzo.
Ma prima di prenderci la mano un pochino di tempo ci vuole.
Gli italiani non sono abituati a un sistema di metropolitana grande come quelli di Vienna, Monaco, Parigi o Londra. Quindi se nei corridoi o sulle scale mobili vedete qualcuno che si guarda attorno con un'aria a metà tra l'intimorito e il terrorizzato, è quasi sicuramente italiano.
Ed ecco là che entra in scena la Cecy.
L'altra sera ero in Rathausplatz e stavo scendendo la scala per prendere la metro e tornare a casina, quando sento persone che dicono cose che stranamente capisco senza sforzo. Certo, erano bolognesi. Facendo finta di niente, ho simpaticamente origliato i loro discorsi e ho capito dove dovevano andare. Loro però mica lo avevano capito. A quel punto li sento che si consultano: "E adesso a chi chiediamo indicazioni?" Uno di loro mi si avvicina.
{leggere con la voce del topino della pubblicità della Parmareggio} "Enziùldigung..."
La loro faccia quando ho risposto in italiano era da filmare.
Ho spiegato loro il percorso che dovevano fare, in che direzione andare e che linee prendere.
Ma mi sa che ho sbagliato qualcosa, o non mi sono fatta capire bene. Per fortuna il mio viaggio corrispondeva più o meno al loro, e meno male. Perché sennò loro starebbero ancora vagando nei corridoi della U3.
Se ieri non sono scoppiata a ridere davanti a tre romani che alla fermata Westbahnhof della U6 con la cartina in mano se ne sono usciti con un: "Aoh, ma ndo cazzo stiamo?!" è stato un autentico miracolo.
Però la coppia di milanesi incrociata oggi sulla U4... ah no, voi potete perdervi.
E poi succede che tu sei sulla U6 che sta per partire e vedi un tizio che con un salto lungo che neanche Fiona May entra nel vagone. Stremato, senza più un briciolo di forza in corpo, si accascia su un sedile. Poi ti guarda e ansimante domanda: "Fährt das nach Floridsdorf?" ("Questa va a Floridsdorf?") Quando si sente rispondere di sì, fa tre metri di salto urlando "Fuck yeah!"
Signori, anche questa è Vienna.
giovedì 13 agosto 2015
mercoledì 12 agosto 2015
Tag 12 : "Geld sparen" non fa per me
Tag 12 : 12 agosto 2015
Come dice il titolo, "Geld sparen" non fa per me.
"Geld sparen" vuol dire "Risparmiare soldi".
Non che io sia una dalle mani bucate. Ma non sono nemmeno così di braccino corto come vuole il cliché che aleggia sulla città in cui sono nata.
Comunque, oggi dopo il corso sono tornata a Wien Mitte nella speranza di a) trovare qualcosa di interessante b) sfuggire all'umidità che oggi incombeva su Vienna.
Quindi potrei benissimo illustrarvi la mia spesa non-sense di oggi.
Per prima cosa, entro da Deichmann. Negozio di scarpe.
Io non sono una ragazza normale, infatti detesto andare a comprare scarpe. Però ne ho bisogno, e infatti. Il paio di scarpe in questione è un paio di ballerine nere. Quelle che ho adesso sono un po' come delle ciabatte, e in origine erano le mie scarpe da concerto. Non benissimo, ecco.
Dicevo, Deichmann: queste ballerine le ho pagate una ventina di euro. Meno che in Italia. Per dire.
Poi ho dato un'occhiata ai prezzi in generale, e mi sono sembrati più bassi rispetto all'Italia. Un motivo in più per stare qui!
Momento DD (Disagio Deichmann): un paio di scarpe perfette, stupende, meravigliose. Nel 39 sono strettissima e nel 40 ci navigo. Quanta tristezza.
Dopo Deichmann e l'acquisto proficuo e intelligente, ho iniziato a girare a caso. Finché i miei piedi mi hanno portata verso InterSpar. Nella regione in cui vivo c'è la Despar. Ecco, questa è la versione austriaca grossa. Infatti è un supermercato davvero molto grande.
Andiamo a elencare la spesa proficua della Cecy:
Come dice il titolo, "Geld sparen" non fa per me.
"Geld sparen" vuol dire "Risparmiare soldi".
Non che io sia una dalle mani bucate. Ma non sono nemmeno così di braccino corto come vuole il cliché che aleggia sulla città in cui sono nata.
Comunque, oggi dopo il corso sono tornata a Wien Mitte nella speranza di a) trovare qualcosa di interessante b) sfuggire all'umidità che oggi incombeva su Vienna.
Quindi potrei benissimo illustrarvi la mia spesa non-sense di oggi.
Per prima cosa, entro da Deichmann. Negozio di scarpe.
Io non sono una ragazza normale, infatti detesto andare a comprare scarpe. Però ne ho bisogno, e infatti. Il paio di scarpe in questione è un paio di ballerine nere. Quelle che ho adesso sono un po' come delle ciabatte, e in origine erano le mie scarpe da concerto. Non benissimo, ecco.
Dicevo, Deichmann: queste ballerine le ho pagate una ventina di euro. Meno che in Italia. Per dire.
Poi ho dato un'occhiata ai prezzi in generale, e mi sono sembrati più bassi rispetto all'Italia. Un motivo in più per stare qui!
Momento DD (Disagio Deichmann): un paio di scarpe perfette, stupende, meravigliose. Nel 39 sono strettissima e nel 40 ci navigo. Quanta tristezza.
Dopo Deichmann e l'acquisto proficuo e intelligente, ho iniziato a girare a caso. Finché i miei piedi mi hanno portata verso InterSpar. Nella regione in cui vivo c'è la Despar. Ecco, questa è la versione austriaca grossa. Infatti è un supermercato davvero molto grande.
Andiamo a elencare la spesa proficua della Cecy:
- tortellini. Scusate, ma sono comunque italiana. E ho bisogno di mangiare qualcosa di italiano.
- pesto. Italiano. Non è il massimo della vita, ma è italiano.
- bastoncini di pesce. Provate a dire "Fischstäbchen" senza incartarvi. In bocca al lupo.
- gelatina di Dr. Oetker. La Cameo, per intenderci. La Cameo è la filiale italiana di Dr. Oetker, la quale produce un sacco di cose strabuone ma anche tantissime cose strane. Presto vi parlerò dei Pizzaburger. Comunque... gelatina "Himbeer Geschmack", ovvero gusto lampone. Anzi, ora quasi quasi me ne mangio un po'.
- Knäckbrot Rosmarin und Meersalz. Tranquilli, non morde. Sono solo crackers al gusto rosmarino e sale marino. Buonerrimi. Anzi, ora dovrei spostare il pacchetto dal tavolo perché sto continuando a mangiarli.
- yogurt al cocco. Sto entrando in un'assurda dipendenza da cocco, e la cosa mi preoccupa non poco, anzi parecchio. E in questa frase ho usato troppo la lettera C.
Ma l'acquisto più intelligente, anzi oserei dire l'acquisto dell'anno è...
(rullo di tamburi)
...un ombrello!
Sì, perché io possiedo due ombrelli. E li ho lasciati entrambi a casa. Uno in una casa e l'altro nell'altra. E qui sono completamente sprovvista di qualsiasi cosa mi possa riparare da un'improbabile pioggia. Anche se il meteo dà pioggia da sabato a martedì, io non mi fido. Il meteo è come l'oroscopo: non ci prende mai.
L'evento disagevole della giornata è sicuramente il brivido di freddo che ho sentito mentre mi stavo arrampicando sugli scaffali del banco frigo per prendere uno yogurt che era sul ripiano più alto - e io che sono diversamente alta non ci arrivavo. Appena uscita dall'InterSpar sono andata a prendere la U4 per tornare a casa. Mentre scendevo la scala per arrivare alla metro, ho sentito una ventata di caldo. Piacevolissima. Ne avevo davvero bisogno!
Perché caldo sì, Hitze no.
Bene. Nel frattempo ho finito di mangiare la gelatina di Dr. Oetker e la sento che sta saltellando nel mio stomaco. Prevedo una notte tranquilla, sì.
A molto presto con i ViennAggiornamenti. Anche se per domani prevedo ancora spese intelligenti e proficue...
Tag 11: non più Hitze, solo Wien Mitte
Tag 11: 11 agosto 2015
Anche oggi non ho fatto proprio nulla di che.
Hitze finalmente ci ha concesso una minima tregua, o almeno così sembra.
Oggi in Rathausplatz, dopo il corso, sono stata benissimo.
Solo che avevo con me i miei libri di tedesco da studiare per il dannatissimo esame che devo dare a settembre, e il mio livello di concentrazione era chiaramente molto basso.
Ci ho provato a studiare, ma ce l'ho fatta per troppo poco tempo.
Dal momento che non avevo nulla di programmato - e non avevo le guide dietro - ho pensato di fare un giretto al centro commerciale alla stazione di Wien Mitte.
Ci si arriva con la U3 o con la U4 alla fermata "Landstraße". Da Wien Mitte c'è anche il bus navetta che collega la città con l'aeroporto di Wien-Schwechat.
E insomma, entro in questo grande centro commerciale dove ci sono davvero tanti, tanti, tantissimi negozi.
Il mio negozio preferito si chiama "Müller". C'è davvero di tutto, in quel negozio.
Profumi, trucchi, prodotti per la casa, quaderni, dolci, bibite, robe per animali....ma di tutto!
Avrei bisogno di averlo anche in Italia: sarebbe il massimo della comodità. E ha anche prezzi modici, devo dire. Non mi pare che le cose costino tanto di più che in Italia, ma forse è solo una mia impressione.
Poi dentro il centro commerciale ci sono i soliti negozi tipo New Yorker, H&M, Deichmann (dove trovo sempre scarpe meravigliose. Ma belle. Ma belle. Ma così belle che io non le metterei mai e quindi non le compro!)... Personalmente non amo fare shopping, però ogni tanto un giro al centro commerciale fa bene.
Scusate, interrompo un secondo la narrazione perché vedo qualcuno che cammina e sta passando davanti al mio appartamento. La cosa è abbastanza inquietante, dal momento che io sono in casa con tutte le luci spente - la tastiera la conosco a memoria e se ho bisogno i tasti sono illuminati dalla luce del monitor - e le tapparelle giù. Anche la tapparella interna che dà sul corridoio del palazzo è giù. Sì va bene, sono un'ansiata cronica. Ora riprendo a respirare normalmente, sperando che quel tipo che non so chi sia non passi di nuovo inquietantemente dal corridoio.
Un altro punto a favore del centro commerciale Wien Mitte: i commessi sono estremamente cordiali. Dovevo comprare del detersivo per fare il bucato, ma confesso di non aver guardato la traduzione tedesca di "detersivo (non ammorbidente: detersivo!) per fare il bucato a mano (quindi non in lavatrice). Stavo andando nel panico quando ho ben pensato di chiedere a un commesso. Ho detto esattamente così: "Scusi, ehm...scusi... io non sono tedesca quindi non so come si dice. Io devo fare il bucato, ma a casa non ho la lavatrice. Cosa devo usare?" Il commesso, gentilissimo, mi ha spiegato che detersivo avrei dovuto prendere e perché ad esempio non il detersivo che c'era di fianco. Davvero cordiale.
Quindi, ricapitolando... se vi beccate una giornata di pioggia o una di quelle giornate inutili in cui non sapete cosa fare, fate un giretto a Wien Mitte. Troverete certamente qualcosa!!
A presto con i ViennAggiornamenti!
Anche oggi non ho fatto proprio nulla di che.
Hitze finalmente ci ha concesso una minima tregua, o almeno così sembra.
Oggi in Rathausplatz, dopo il corso, sono stata benissimo.
Solo che avevo con me i miei libri di tedesco da studiare per il dannatissimo esame che devo dare a settembre, e il mio livello di concentrazione era chiaramente molto basso.
Ci ho provato a studiare, ma ce l'ho fatta per troppo poco tempo.
Dal momento che non avevo nulla di programmato - e non avevo le guide dietro - ho pensato di fare un giretto al centro commerciale alla stazione di Wien Mitte.
Ci si arriva con la U3 o con la U4 alla fermata "Landstraße". Da Wien Mitte c'è anche il bus navetta che collega la città con l'aeroporto di Wien-Schwechat.
E insomma, entro in questo grande centro commerciale dove ci sono davvero tanti, tanti, tantissimi negozi.
Il mio negozio preferito si chiama "Müller". C'è davvero di tutto, in quel negozio.
Profumi, trucchi, prodotti per la casa, quaderni, dolci, bibite, robe per animali....ma di tutto!
Avrei bisogno di averlo anche in Italia: sarebbe il massimo della comodità. E ha anche prezzi modici, devo dire. Non mi pare che le cose costino tanto di più che in Italia, ma forse è solo una mia impressione.
Poi dentro il centro commerciale ci sono i soliti negozi tipo New Yorker, H&M, Deichmann (dove trovo sempre scarpe meravigliose. Ma belle. Ma belle. Ma così belle che io non le metterei mai e quindi non le compro!)... Personalmente non amo fare shopping, però ogni tanto un giro al centro commerciale fa bene.
Scusate, interrompo un secondo la narrazione perché vedo qualcuno che cammina e sta passando davanti al mio appartamento. La cosa è abbastanza inquietante, dal momento che io sono in casa con tutte le luci spente - la tastiera la conosco a memoria e se ho bisogno i tasti sono illuminati dalla luce del monitor - e le tapparelle giù. Anche la tapparella interna che dà sul corridoio del palazzo è giù. Sì va bene, sono un'ansiata cronica. Ora riprendo a respirare normalmente, sperando che quel tipo che non so chi sia non passi di nuovo inquietantemente dal corridoio.
Un altro punto a favore del centro commerciale Wien Mitte: i commessi sono estremamente cordiali. Dovevo comprare del detersivo per fare il bucato, ma confesso di non aver guardato la traduzione tedesca di "detersivo (non ammorbidente: detersivo!) per fare il bucato a mano (quindi non in lavatrice). Stavo andando nel panico quando ho ben pensato di chiedere a un commesso. Ho detto esattamente così: "Scusi, ehm...scusi... io non sono tedesca quindi non so come si dice. Io devo fare il bucato, ma a casa non ho la lavatrice. Cosa devo usare?" Il commesso, gentilissimo, mi ha spiegato che detersivo avrei dovuto prendere e perché ad esempio non il detersivo che c'era di fianco. Davvero cordiale.
Quindi, ricapitolando... se vi beccate una giornata di pioggia o una di quelle giornate inutili in cui non sapete cosa fare, fate un giretto a Wien Mitte. Troverete certamente qualcosa!!
A presto con i ViennAggiornamenti!
martedì 11 agosto 2015
Tag 10 : Hitze, Hitze e ancora Hitze
Tag 10 : 10 agosto 2015
Leggermente in ritardo, però non c'è proprio niente di che da raccontare.
Ieri infatti faceva un caldo davvero assurdo.
Vi basti pensare che ho visto un termometro segnare 38 gradi. Io che amo il caldo ho creduto di morire. Non è stato bello, no.
E per di più ho letto in un giornale che ci saranno ancora due settimane di Hitze.
A questo punto, dopo tante volte che nomino questa Hitze, mi pare doveroso spiegarvi di che cosa diavolo si tratta. Che cos'è questa Hitze che tanto ci tormenta?
In italiano si potrebbe definire "caldo della miseria accompagnato da umidità che ti porta dapprima a sentire un leggero senso di 'oioi sto per svenire', poi ti fa vedere le stelle e poi ti sbatte per terra."
Questi fantastici tedeschi la chiamano semplicemente Hitze.
E direi che la parola "Hitze", con questo spigoloso tz, ben si presta a spiegare un concetto odioso come questo caldo infernale.
Quindi diciamo che il post di oggi - che sarebbe dovuto essere di ieri - può essere dedicato a cosa può fare un viennese o un turista o chiunque passi di qui per sfuggire alla dannatissima Hitze.
Prima di tutto, a Vienna ci sono tantissimi parchi.
Il mio preferito in assoluto è Rathauspark. Come dice il nome, si trova in pieno centro, di fronte al Rathaus e con l'entrata sul Ring. Il Rathaus si trova a fianco al Parlamento, quindi è davvero in centro centro centro!
Per arrivare al Rathaus con la U-Bahn ci sono diverse possibilità: la più comoda è senza dubbio la U2 che vi porta alla fermata "Rathaus", esattamente dietro il municipio. Un'altra U-possibilità è la fermata "Volkstheater" della linea U3. Vi trovate un pochino più distanti perché siete all'altezza dell'Hofburg, ma niente paura: vi fate un pezzettino di strada a piedi ed ecco là che siete arrivati! Prima vedete alla vostra sinistra il Parlamento, e un po' più avanti c'è il Rathaus.
In quel parco, dove sono stata ieri per tutto il pomeriggio dopo scuola, si sta davvero bene. Sotto gli alberi al fresco, con quel leggero venticello che non ti fa sentire la Hitze .... e con tantissimi italiani che pascolano per il parco. Il parco, contrariamente a tutti i parchi italiani, è curatissimo e pulitissimo. Consigliato calorosamente per sfuggire al caldo!
Un altro parco molto carino è Stadtpark, di cui ho già parlato nei post precedenti.
Ma come si arriva a Stadtpark? Con la U4, per esempio. Ci sono due fermate possibili, "Stadtpark" (che si trova all'entrata del parco) e Landstraße (un pochino più in là ma comunque molto vicina).
Un altro modo per arrivare è la U3 fino alla fermata "Stubentor", che si trova a un'altra entrata del parco. Per l'esattezza, dall'altra parte rispetto a "Stadtpark".
Per dire: il parco è di forma rettangolare. Sia "Stadtpark" che "Stubentor" si trovano sui lati corti del rettangolo. Una da un lato e l'altra dal lato opposto.
La particolarità di questo parco è che c'è un meraviglioso laghetto che conferisce un'atmosfera decisamente rilassante. Prendere il sole lì è davvero molto bello. E se non si vuole stare lì ad lucertolam a prendere il sole, ci si può divertire a scoprire tutte le statue che sono collocate all'interno del parco. Ci sono poeti, musicisti, pittori e chi più ne ha più ne metta. La mia preferita? Quella di Johann Strauss. Cuoricino per Strauss!
Un terzo parco in cui ci si può comodamente rilassare è il Volksgarten.
Per arrivare U-Bahnamente si giunge solamente con la U3 fino alla fermata "Herrengasse". Arrivando fino là, si esce dalla metro e ci si trova con l'Hofburg a sinistra e questo parco a destra. Ecco: quel parco lì è il Volksgarten!
Questo giardino è stato costruito nel 1823 e al centro del parco si trova il Rosenheim, ossia il Giardino delle rose. Sono andata là già un bel po' di volte e ho sempre trovato, davanti al Tempio di Teseo (ed ecco anche la pillola di cultura!), due chitarristi che suonano in modo meraviglioso.
Perché vado spesso in questo posto così idilliaco?
Se si entra nel giardino dall'Hofburg, quindi avendo il Ring di fronte, sul lato destro del giardino c'è un memoriale dedicato a lei: all'imperatrice Elisabetta. Sempre lei, sempre la "mia" Elisabeth. E devo dire che in quell'angolino dove c'è la statua di Elisabeth si sta particolarmente bene, con quel bel freschino...
Per adesso, i parchi che ho visitato in questi primi dieci giorni viennesi sono questi.
E se il tempo fosse brutto?
In quel caso si può comodamente ripiegare sul cinema, e nelle sale in effetti fa sempre abbastanza fresco. Se avete la testa per seguire un film completamente in tedesco o in inglese sottotitolato in tedesco beh...buoni film! ;)
Bene, per ora questo è quanto. Se scopro ancora qualche altro modo di sfuggire alla Hitze, sarete i primi a saperlo!
A presto con i ViennAggiornamenti!!
Leggermente in ritardo, però non c'è proprio niente di che da raccontare.
Ieri infatti faceva un caldo davvero assurdo.
Vi basti pensare che ho visto un termometro segnare 38 gradi. Io che amo il caldo ho creduto di morire. Non è stato bello, no.
E per di più ho letto in un giornale che ci saranno ancora due settimane di Hitze.
A questo punto, dopo tante volte che nomino questa Hitze, mi pare doveroso spiegarvi di che cosa diavolo si tratta. Che cos'è questa Hitze che tanto ci tormenta?
In italiano si potrebbe definire "caldo della miseria accompagnato da umidità che ti porta dapprima a sentire un leggero senso di 'oioi sto per svenire', poi ti fa vedere le stelle e poi ti sbatte per terra."
Questi fantastici tedeschi la chiamano semplicemente Hitze.
E direi che la parola "Hitze", con questo spigoloso tz, ben si presta a spiegare un concetto odioso come questo caldo infernale.
Quindi diciamo che il post di oggi - che sarebbe dovuto essere di ieri - può essere dedicato a cosa può fare un viennese o un turista o chiunque passi di qui per sfuggire alla dannatissima Hitze.
Prima di tutto, a Vienna ci sono tantissimi parchi.
Il mio preferito in assoluto è Rathauspark. Come dice il nome, si trova in pieno centro, di fronte al Rathaus e con l'entrata sul Ring. Il Rathaus si trova a fianco al Parlamento, quindi è davvero in centro centro centro!
Per arrivare al Rathaus con la U-Bahn ci sono diverse possibilità: la più comoda è senza dubbio la U2 che vi porta alla fermata "Rathaus", esattamente dietro il municipio. Un'altra U-possibilità è la fermata "Volkstheater" della linea U3. Vi trovate un pochino più distanti perché siete all'altezza dell'Hofburg, ma niente paura: vi fate un pezzettino di strada a piedi ed ecco là che siete arrivati! Prima vedete alla vostra sinistra il Parlamento, e un po' più avanti c'è il Rathaus.
In quel parco, dove sono stata ieri per tutto il pomeriggio dopo scuola, si sta davvero bene. Sotto gli alberi al fresco, con quel leggero venticello che non ti fa sentire la Hitze .... e con tantissimi italiani che pascolano per il parco. Il parco, contrariamente a tutti i parchi italiani, è curatissimo e pulitissimo. Consigliato calorosamente per sfuggire al caldo!
Un altro parco molto carino è Stadtpark, di cui ho già parlato nei post precedenti.
Ma come si arriva a Stadtpark? Con la U4, per esempio. Ci sono due fermate possibili, "Stadtpark" (che si trova all'entrata del parco) e Landstraße (un pochino più in là ma comunque molto vicina).
Un altro modo per arrivare è la U3 fino alla fermata "Stubentor", che si trova a un'altra entrata del parco. Per l'esattezza, dall'altra parte rispetto a "Stadtpark".
Per dire: il parco è di forma rettangolare. Sia "Stadtpark" che "Stubentor" si trovano sui lati corti del rettangolo. Una da un lato e l'altra dal lato opposto.
La particolarità di questo parco è che c'è un meraviglioso laghetto che conferisce un'atmosfera decisamente rilassante. Prendere il sole lì è davvero molto bello. E se non si vuole stare lì ad lucertolam a prendere il sole, ci si può divertire a scoprire tutte le statue che sono collocate all'interno del parco. Ci sono poeti, musicisti, pittori e chi più ne ha più ne metta. La mia preferita? Quella di Johann Strauss. Cuoricino per Strauss!
Un terzo parco in cui ci si può comodamente rilassare è il Volksgarten.
Per arrivare U-Bahnamente si giunge solamente con la U3 fino alla fermata "Herrengasse". Arrivando fino là, si esce dalla metro e ci si trova con l'Hofburg a sinistra e questo parco a destra. Ecco: quel parco lì è il Volksgarten!
Questo giardino è stato costruito nel 1823 e al centro del parco si trova il Rosenheim, ossia il Giardino delle rose. Sono andata là già un bel po' di volte e ho sempre trovato, davanti al Tempio di Teseo (ed ecco anche la pillola di cultura!), due chitarristi che suonano in modo meraviglioso.
Perché vado spesso in questo posto così idilliaco?
Se si entra nel giardino dall'Hofburg, quindi avendo il Ring di fronte, sul lato destro del giardino c'è un memoriale dedicato a lei: all'imperatrice Elisabetta. Sempre lei, sempre la "mia" Elisabeth. E devo dire che in quell'angolino dove c'è la statua di Elisabeth si sta particolarmente bene, con quel bel freschino...
Per adesso, i parchi che ho visitato in questi primi dieci giorni viennesi sono questi.
E se il tempo fosse brutto?
In quel caso si può comodamente ripiegare sul cinema, e nelle sale in effetti fa sempre abbastanza fresco. Se avete la testa per seguire un film completamente in tedesco o in inglese sottotitolato in tedesco beh...buoni film! ;)
Bene, per ora questo è quanto. Se scopro ancora qualche altro modo di sfuggire alla Hitze, sarete i primi a saperlo!
A presto con i ViennAggiornamenti!!
domenica 9 agosto 2015
Tag 9 : Labirinti, animali e sempre più Hitze
Tag 9 : 9 agosto 2015
Il post di oggi non sarà poi così tanto lungo. Non perché io sia pigra, ma semplicemente perché sono stata tutto il giorno nello stesso luogo. Anche se ho camminato un sacco e infatti adesso ho i piedi che stanno andando a fuoco.
Ma partiamo dal principio. La meta di oggi era il Tiergarten che sta dal castello di Schönbrunn. Il castello sarà la mia meta per il prossimo weekend, dal momento che richiede parecchio tempo per visitarlo, ma oggi mi sembrava la giornata giusta per andare al Tiergarten. Per voi italiani che mi leggete, lo zoo. Tier = animale, Garten = giardino. Letteralmente, giardino per gli animali.
Come si arriva a questo Tiergarten?
Si prende la U-Bahn U4 in direzione Hütteldorf fino alla fermata "Schönbrunn". Facilissimo.
Una volta usciti dalla metro, fate un cinque minuti a piedi. Siete davanti all'entrata del castello. A quel punto entrate e vi trovate nei meravigliosi, giganteschi, spettacolari, wow ... giardini! Percorreteli stando alla vostra destra - destra dando le spalle al castello - e dopo un po' troverete tre labirinti.
Momento notevole della giornata: per accedere a questi labirinti serve pagare un biglietto. Per noi studenti costa 2.50 Euro e chiedono di mostrare un documento. Io bella tranquilla passo la mia carta d'identità al tizio, il quale mi squadra e mi chiede se sono italiana. In italiano. Sì, sono italiana- rispondo in italiano. Scopro che questo tizio è romano e allora iniziamo piacevolmente a chiacchierare in italo-tedesco. Bello essere vittime del nostro stesso codeswitching!
Vabbé, entriamo in questi labirinti. Effettivamente dopo un po' diventi scemo. Un omino molesto nella mia testa continuava a chiedermi "Ma dove cazzo siamo finiti?" "Ma non era a destra?" "Ma l'uscita non è da quella parte?" L'importante è che sia riuscita a uscire di là, e insieme a Pascal mi sono anche divertita. Particolarità della giornata di oggi: pieno zeppo di italiani. Non mi sembrava nemmeno di essere all'estero.
Cammina cammina, sempre mantenendo la destra, si arriva a uno degli ingressi del Tiergarten. Per gli adulti il biglietto costa 16 Euro e qualcosa. E' tantissimoh! E non esistono riduzioni per studenti. E va bene, paghiamo il biglietto e ... entriamo! All'ingresso puoi prendere una mappa dello zoo. Ed è meglio prenderla, perché sennò dopo un po' non ci si ritrova più.
Ci sono tanti tanti animali, alcuni davvero teneri. Mi sarei voluta portare a casa un koala: li adoro!
O anche un animale che amo particolarmente è il pinguino, o anche l'orso polare. Peccato che io soffra un sacco il freddo e quindi una nostra convivenza risulterebbe davvero molto complicata.
Se poi odiate il clima caldo e umido comodamente detto tropicale, NON andate nel padiglione della foresta tropicale! Io, idiota, ci sono andata. Sì, molto bello, molto carino, tanti animali, tante piante, va bene... ma ho creduto di morire! Soprattutto quando ho visto un cartello con scritto Fledermaus. Non vi dico cosa significa: googlatelo e cercate di capire perché davanti a quel cartello ho iniziato a tremare come se avessi il morbo di Parkinson.
Mi sarei voluta tuffare nell'acqua con un orso polare e abbracciarlo perché era davvero dolcissimo, ma non l'ho fatto perché ho ancora una dignità. O almeno così pare.
Però dopo un po' lo stomaco reclama attenzione: si deve mangiare!
E questo è un gran problema.
Se non ti sei portato niente da casa, diciamolo apertamente: sei fottuto. Costa tutto un sacco.
Se però vuoi svenarti ma godere di una vista spettacolosamente spettacolare, vai al Kaiser Pavillon. Potrai mangiare cose ottime a prezzi molto alti. Ma con vista sugli animali!
Oggi dalle 13.45 alle 15.15 si è raggiunto quello che secondo me è il picco di Hitze: 38 gradi.
Chi mi conosce di persona sa che amo profondamente il caldo, che l'estate è la mia stagione preferita e che in realtà sono una lucertola che non vede l'ora di allungarsi per essere riscaldata dai raggi del sole. Soltanto che oggi anche io stavo per sciogliermi. Anzi, a un certo punto ho ringraziato gli alberi e il vento perché sennò probabilmente sarei svenuta. God save alberi and borino! #TriestinitàAncheAVienna!
Fortunatamente all'interno dello zoo ci sono diverse aree con tavolini da picnic che stanno all'ombra di fantastici alberi e ci sono anche tantissime fontane da cui si possono riempire le bottiglie di acqua freschissima senza doversi svenare per comprare miliardi di bottiglie.
Dopo essere entrata nei labirinti per le 11.30 e essere uscita dal Tiergarten per le 17, posso ritenere questa giornata conclusa. Si salta sulla U-Bahn e si torna a casa, con i piedi distrutti e con gli occhi che si chiudono da soli. Ma era la prima volta nella mia vita in cui sono entrata in uno zoo, e sono stata felice di averlo fatto.
Per oggi è tutto.
A domani con i ViennAggiornamenti!!!
Il post di oggi non sarà poi così tanto lungo. Non perché io sia pigra, ma semplicemente perché sono stata tutto il giorno nello stesso luogo. Anche se ho camminato un sacco e infatti adesso ho i piedi che stanno andando a fuoco.
Ma partiamo dal principio. La meta di oggi era il Tiergarten che sta dal castello di Schönbrunn. Il castello sarà la mia meta per il prossimo weekend, dal momento che richiede parecchio tempo per visitarlo, ma oggi mi sembrava la giornata giusta per andare al Tiergarten. Per voi italiani che mi leggete, lo zoo. Tier = animale, Garten = giardino. Letteralmente, giardino per gli animali.
Come si arriva a questo Tiergarten?
Si prende la U-Bahn U4 in direzione Hütteldorf fino alla fermata "Schönbrunn". Facilissimo.
Una volta usciti dalla metro, fate un cinque minuti a piedi. Siete davanti all'entrata del castello. A quel punto entrate e vi trovate nei meravigliosi, giganteschi, spettacolari, wow ... giardini! Percorreteli stando alla vostra destra - destra dando le spalle al castello - e dopo un po' troverete tre labirinti.
Momento notevole della giornata: per accedere a questi labirinti serve pagare un biglietto. Per noi studenti costa 2.50 Euro e chiedono di mostrare un documento. Io bella tranquilla passo la mia carta d'identità al tizio, il quale mi squadra e mi chiede se sono italiana. In italiano. Sì, sono italiana- rispondo in italiano. Scopro che questo tizio è romano e allora iniziamo piacevolmente a chiacchierare in italo-tedesco. Bello essere vittime del nostro stesso codeswitching!
Vabbé, entriamo in questi labirinti. Effettivamente dopo un po' diventi scemo. Un omino molesto nella mia testa continuava a chiedermi "Ma dove cazzo siamo finiti?" "Ma non era a destra?" "Ma l'uscita non è da quella parte?" L'importante è che sia riuscita a uscire di là, e insieme a Pascal mi sono anche divertita. Particolarità della giornata di oggi: pieno zeppo di italiani. Non mi sembrava nemmeno di essere all'estero.
Cammina cammina, sempre mantenendo la destra, si arriva a uno degli ingressi del Tiergarten. Per gli adulti il biglietto costa 16 Euro e qualcosa. E' tantissimoh! E non esistono riduzioni per studenti. E va bene, paghiamo il biglietto e ... entriamo! All'ingresso puoi prendere una mappa dello zoo. Ed è meglio prenderla, perché sennò dopo un po' non ci si ritrova più.
Ci sono tanti tanti animali, alcuni davvero teneri. Mi sarei voluta portare a casa un koala: li adoro!
O anche un animale che amo particolarmente è il pinguino, o anche l'orso polare. Peccato che io soffra un sacco il freddo e quindi una nostra convivenza risulterebbe davvero molto complicata.
Se poi odiate il clima caldo e umido comodamente detto tropicale, NON andate nel padiglione della foresta tropicale! Io, idiota, ci sono andata. Sì, molto bello, molto carino, tanti animali, tante piante, va bene... ma ho creduto di morire! Soprattutto quando ho visto un cartello con scritto Fledermaus. Non vi dico cosa significa: googlatelo e cercate di capire perché davanti a quel cartello ho iniziato a tremare come se avessi il morbo di Parkinson.
Mi sarei voluta tuffare nell'acqua con un orso polare e abbracciarlo perché era davvero dolcissimo, ma non l'ho fatto perché ho ancora una dignità. O almeno così pare.
Però dopo un po' lo stomaco reclama attenzione: si deve mangiare!
E questo è un gran problema.
Se non ti sei portato niente da casa, diciamolo apertamente: sei fottuto. Costa tutto un sacco.
Se però vuoi svenarti ma godere di una vista spettacolosamente spettacolare, vai al Kaiser Pavillon. Potrai mangiare cose ottime a prezzi molto alti. Ma con vista sugli animali!
Oggi dalle 13.45 alle 15.15 si è raggiunto quello che secondo me è il picco di Hitze: 38 gradi.
Chi mi conosce di persona sa che amo profondamente il caldo, che l'estate è la mia stagione preferita e che in realtà sono una lucertola che non vede l'ora di allungarsi per essere riscaldata dai raggi del sole. Soltanto che oggi anche io stavo per sciogliermi. Anzi, a un certo punto ho ringraziato gli alberi e il vento perché sennò probabilmente sarei svenuta. God save alberi and borino! #TriestinitàAncheAVienna!
Fortunatamente all'interno dello zoo ci sono diverse aree con tavolini da picnic che stanno all'ombra di fantastici alberi e ci sono anche tantissime fontane da cui si possono riempire le bottiglie di acqua freschissima senza doversi svenare per comprare miliardi di bottiglie.
Dopo essere entrata nei labirinti per le 11.30 e essere uscita dal Tiergarten per le 17, posso ritenere questa giornata conclusa. Si salta sulla U-Bahn e si torna a casa, con i piedi distrutti e con gli occhi che si chiudono da soli. Ma era la prima volta nella mia vita in cui sono entrata in uno zoo, e sono stata felice di averlo fatto.
Per oggi è tutto.
A domani con i ViennAggiornamenti!!!
Tag 7 : visite bilingui e Hitze di brutto
Sono in stra-ritardissimo con gli aggiornamenti, addirittura di due giorni!
Questo perché sono stati due giorni particolarmente pieni e non ho avuto tantissimo tempo a disposizione per aggiornare con calma. Perché da raccontare ce n'è, e anche parecchio!
Insomma, questo Tag 7 era... venerdì 7 agosto 2015.
Come sempre, avevo il corso di tedesco fino alle 15h15. Dopodiché sono saltata sulla U-Bahn in direzione Volkstheater. Che gran bel teatro deve essere! Spero di avere l'occasione di visitarlo o di vedere uno spettacolo lì!
Ma perché ero in zona Volkstheater? Perché nei pressi c'è il Parlamento austriaco!
Confesso di averci messo un po' a trovare il Parlamento perché, anche se le guide dicono che la fermata della U-Bahn più vicina è Volkstheater...non è esattamente vicino alla fermata. Quindi ho fatto un bel po' di strada a piedi. Arrivata davanti al Parlamento ci ho messo un po' a trovare l'ingresso. Perché non è dove si pensa!
L'ingresso per le visite guidate è infatti sotto il Parlamento. Davanti al Parlamento troviamo una fontana molto grande: di fronte alla fontana c'è l'ingresso. Entro e in tutta tranquillità chiedo un biglietto per una visita guidata. Mi sento dire che c'è o francese/tedesco o inglese/spagnolo. Naturalmente scelgo francese/tedesco. Quasi tutti tedeschi con però due persone francofone. Quindi la guida ripeteva tutto due volte. Io facevo un pochino fatica con il tedesco perché non dico che parlava veloce ma ... in confronto Paolo Bonolis parla lentamente. Io seguivo sia in tedesco che in francese, perché quello che non capivo o mi perdevo in tedesco lo recuperavo immediatamente.
Appena entrati ci si trova davanti a un bellissimo plastico (sigla di Porta a Porta e entrata di Bruno Vespa, prego!) che raffigura l'intera struttura del Parlamento. Si prosegue poi al piano di sopra, in cui si arriva nell'ingresso che richiama chiaramente la struttura del Partenone. Tutto intorno ci sono statue raffiguranti personaggi dell'antica Grecia e colonne che pesano 16 tonnellate l'una la cui particolarità è di essere un unico blocco e non tanti blocchi messi l'uno sopra l'altro. Si procede poi nella prima Camera: il Nationalrat,ovvero il Consiglio Nazionale. Ogni giorno le sedute iniziano alle 9 di mattina e si va avanti fino alla sera tardi. Durante le sedute è sempre il Presidente a dare la parola ai deputati.
In quest'aula vi sono due balconate: la prima è per il presidente federale, per gli ambasciatori e per i giornalisti mentre la seconda è per il pubblico. Al primo balcone si trovano due "vetrate": dietro di esse stanno le telecamere per la televisione e i microfoni per le radio.
Come ho detto prima, il secondo balcone è adibito al pubblico. Infatti - ho scoperto - chiunque può assistere a una seduta del Nationalrat. L'entrata è libera, e l'unica cosa che viene richiesta è la carta d'identità. Prima di entrare in Parlamento si viene naturalmente sottoposti al metal detector e i controlli sono anche abbastanza rigidi, ma se si ha l'occasione sarebbe molto interessante.
Sopra la postazione del presidente troviamo, ovviamente, l'Aquila d'Austria.
Si procede poi nella seconda camera: il Bundesrat. Il Bundesrat è una sorta di Senato dell'Austria. Qui sono presenti i rappresentanti di tutti i Länder austriaci, in tutto 9. Il presidente del Bundesrat cambia ogni sei mesi e si procede a rotazione tra i vari Länder. Nel Bundesrat, fondato nel 1920, troviamo dietro la postazione del presidente tre bandiere: quella dell'Unione Europea, quella dell'Austria e quella del Land dell'Alta Austria (Oberösterreich). Durante il periodo della monarchia questa sala veniva utilizzata per incontri ufficiali. Le colonne presenti in questa sala sono in marmo artificiale. Questo perché mischiando i colori ottieni più gradazioni che in natura non si trovano.
La visita del Parlamento si conclude quindi nella Camera Storica (Historische Kamer). Attualmente non viene usata e la particolarità è che non è andata distrutta durante la prima guerra mondiale. Fare riunioni in quella sala era molto caotico anche perché a quel tempo non esistevano gli interpreti e l'unica lingua parlata era il tedesco. Quindi se ci fossero stati delegati stranieri che non parlavano il tedesco, avrebbero fatto non poca fatica a capire che cosa si stesse dicendo durante la seduta.
Momento notevole della visita: la guida aveva capito che io seguivo sia il tedesco che il francese, ma evidentemente pensava che io fossi francese. Al termine del giro mi ha fatto una domanda in francese. Io, in automatico e senza pensarci, ho risposto in tedesco. L'ho mandata un po' in confusione perché a quel punto non sapeva più in che lingua rispondermi...!
A quel punto ho ben pensato - già che ero in zona - di andare in "pellegrinaggio" al Ronacher Theater. In questo teatro è in scena il musical "Mary Poppins", che io vorrei assolutamente vedere ma che però adesso è, giustamente, in pausa estiva. Sicuramente tutti voi conoscete la storia di Mary Poppins, e se vi piacciono i musical...questo è quello che fa per voi! E' in tedesco con i sopratitoli in inglese, quindi è anche piuttosto agevole da seguire. La protagonista, Annemieke van Dam, è davvero molto molto brava. L'ho vista l'anno scorso sempre qui a Vienna nel musical "Elisabeth" e devo dire che mi ha particolarmente affascinata.
E ora viene la parte "Hitze" della giornata. Perché anche venerdì ha fatto molto, molto caldo. Allora sono andata a prendermi un po' di freschino allo Stadtpark, vicino al Ronacher. Un parco molto grande, con un bel laghetto al centro, e in questo parco ci si può divertire a scoprire tutte le statue degli artisti che ci sono lungo i vari percorsi. All'ombra degli alberi e con un ottimo gelato si stava veramente bene!
Così si è concluso il Tag 7 di #31TageInWien. Per il Tag 8, dedicato interamente all'imperatrice Sisi, avrò bisogno di un bel po' di tempo.
Adesso però il mio Tag 9 sta per avere inizio.
A presto con i ViennAggiornamenti!
Questo perché sono stati due giorni particolarmente pieni e non ho avuto tantissimo tempo a disposizione per aggiornare con calma. Perché da raccontare ce n'è, e anche parecchio!
Insomma, questo Tag 7 era... venerdì 7 agosto 2015.
Come sempre, avevo il corso di tedesco fino alle 15h15. Dopodiché sono saltata sulla U-Bahn in direzione Volkstheater. Che gran bel teatro deve essere! Spero di avere l'occasione di visitarlo o di vedere uno spettacolo lì!
Ma perché ero in zona Volkstheater? Perché nei pressi c'è il Parlamento austriaco!
Confesso di averci messo un po' a trovare il Parlamento perché, anche se le guide dicono che la fermata della U-Bahn più vicina è Volkstheater...non è esattamente vicino alla fermata. Quindi ho fatto un bel po' di strada a piedi. Arrivata davanti al Parlamento ci ho messo un po' a trovare l'ingresso. Perché non è dove si pensa!
L'ingresso per le visite guidate è infatti sotto il Parlamento. Davanti al Parlamento troviamo una fontana molto grande: di fronte alla fontana c'è l'ingresso. Entro e in tutta tranquillità chiedo un biglietto per una visita guidata. Mi sento dire che c'è o francese/tedesco o inglese/spagnolo. Naturalmente scelgo francese/tedesco. Quasi tutti tedeschi con però due persone francofone. Quindi la guida ripeteva tutto due volte. Io facevo un pochino fatica con il tedesco perché non dico che parlava veloce ma ... in confronto Paolo Bonolis parla lentamente. Io seguivo sia in tedesco che in francese, perché quello che non capivo o mi perdevo in tedesco lo recuperavo immediatamente.
Appena entrati ci si trova davanti a un bellissimo plastico (sigla di Porta a Porta e entrata di Bruno Vespa, prego!) che raffigura l'intera struttura del Parlamento. Si prosegue poi al piano di sopra, in cui si arriva nell'ingresso che richiama chiaramente la struttura del Partenone. Tutto intorno ci sono statue raffiguranti personaggi dell'antica Grecia e colonne che pesano 16 tonnellate l'una la cui particolarità è di essere un unico blocco e non tanti blocchi messi l'uno sopra l'altro. Si procede poi nella prima Camera: il Nationalrat,ovvero il Consiglio Nazionale. Ogni giorno le sedute iniziano alle 9 di mattina e si va avanti fino alla sera tardi. Durante le sedute è sempre il Presidente a dare la parola ai deputati.
In quest'aula vi sono due balconate: la prima è per il presidente federale, per gli ambasciatori e per i giornalisti mentre la seconda è per il pubblico. Al primo balcone si trovano due "vetrate": dietro di esse stanno le telecamere per la televisione e i microfoni per le radio.
Come ho detto prima, il secondo balcone è adibito al pubblico. Infatti - ho scoperto - chiunque può assistere a una seduta del Nationalrat. L'entrata è libera, e l'unica cosa che viene richiesta è la carta d'identità. Prima di entrare in Parlamento si viene naturalmente sottoposti al metal detector e i controlli sono anche abbastanza rigidi, ma se si ha l'occasione sarebbe molto interessante.
Sopra la postazione del presidente troviamo, ovviamente, l'Aquila d'Austria.
Si procede poi nella seconda camera: il Bundesrat. Il Bundesrat è una sorta di Senato dell'Austria. Qui sono presenti i rappresentanti di tutti i Länder austriaci, in tutto 9. Il presidente del Bundesrat cambia ogni sei mesi e si procede a rotazione tra i vari Länder. Nel Bundesrat, fondato nel 1920, troviamo dietro la postazione del presidente tre bandiere: quella dell'Unione Europea, quella dell'Austria e quella del Land dell'Alta Austria (Oberösterreich). Durante il periodo della monarchia questa sala veniva utilizzata per incontri ufficiali. Le colonne presenti in questa sala sono in marmo artificiale. Questo perché mischiando i colori ottieni più gradazioni che in natura non si trovano.
La visita del Parlamento si conclude quindi nella Camera Storica (Historische Kamer). Attualmente non viene usata e la particolarità è che non è andata distrutta durante la prima guerra mondiale. Fare riunioni in quella sala era molto caotico anche perché a quel tempo non esistevano gli interpreti e l'unica lingua parlata era il tedesco. Quindi se ci fossero stati delegati stranieri che non parlavano il tedesco, avrebbero fatto non poca fatica a capire che cosa si stesse dicendo durante la seduta.
Momento notevole della visita: la guida aveva capito che io seguivo sia il tedesco che il francese, ma evidentemente pensava che io fossi francese. Al termine del giro mi ha fatto una domanda in francese. Io, in automatico e senza pensarci, ho risposto in tedesco. L'ho mandata un po' in confusione perché a quel punto non sapeva più in che lingua rispondermi...!
A quel punto ho ben pensato - già che ero in zona - di andare in "pellegrinaggio" al Ronacher Theater. In questo teatro è in scena il musical "Mary Poppins", che io vorrei assolutamente vedere ma che però adesso è, giustamente, in pausa estiva. Sicuramente tutti voi conoscete la storia di Mary Poppins, e se vi piacciono i musical...questo è quello che fa per voi! E' in tedesco con i sopratitoli in inglese, quindi è anche piuttosto agevole da seguire. La protagonista, Annemieke van Dam, è davvero molto molto brava. L'ho vista l'anno scorso sempre qui a Vienna nel musical "Elisabeth" e devo dire che mi ha particolarmente affascinata.
E ora viene la parte "Hitze" della giornata. Perché anche venerdì ha fatto molto, molto caldo. Allora sono andata a prendermi un po' di freschino allo Stadtpark, vicino al Ronacher. Un parco molto grande, con un bel laghetto al centro, e in questo parco ci si può divertire a scoprire tutte le statue degli artisti che ci sono lungo i vari percorsi. All'ombra degli alberi e con un ottimo gelato si stava veramente bene!
Così si è concluso il Tag 7 di #31TageInWien. Per il Tag 8, dedicato interamente all'imperatrice Sisi, avrò bisogno di un bel po' di tempo.
Adesso però il mio Tag 9 sta per avere inizio.
A presto con i ViennAggiornamenti!
venerdì 7 agosto 2015
Tag 6 : esperantismo
Tag 6 : 6 agosto 2015
Sono di nuovo in ritardo con l'aggiornamento! Beh, ci proviamo e vediamo cosa ne esce.
Ieri faceva un caldo assurdo. Ma veramente caldo. Ma caldissimo. Roba che sembrava di stare dentro un phon acceso al massimo. In questo periodo sento il caldo più del solito, e la cosa un po' mi infastidisce, ma ieri ho creduto davvero di sciogliermi.
Dopo scuola, senza nemmeno passare da casa, sono andata direttamente in centro. Al solito: metro fino a Vienna West e poi altra metro fino a Herrengasse, da cui si arriva all'Hofburg. In pratica sono più lì che a casa mia!
Non avevo una meta precisa, davvero non avevo programmato niente. Non avevo nemmeno aperto le guide, ero andata a Herrengasse certa di trovare qualcosa da vedere o da fare.
E infatti.
In zona Hofburg si trova la Biblioteca Nazionale Austriaca. Enorme. Al piano terra del palazzo della biblioteca si trova il Museo Internazionale dell'Esperanto. A costo di essere presa per matta, io per un periodo avevo pensato di cominciare a studiare anche l'esperanto. Poi mi sono resa conto che era un po' una follia, e quindi ho lasciato perdere. Anche se l'idea di una lingua internazionale al posto dell'inglese mi piace parecchio. Comunque, tornando a noi... 4 Euro di biglietto per il Museo dell'Esperanto e per il Globen Museum, il museo dei mappamondi che si trova nello stesso palazzo ma al piano di sopra.
Il Museo dell'Esperanto è molto piccolo ma denso di storia e curiosità.
Cito da quella fonte affidabilissima comunemente detta Wikipedia:
L'esperanto è una lingua pianificata, sviluppata tra il 1872 e il 1887 dall'oftalmologo polacco di origini ebraiche Ludwik Lejzer Zamenhof. È la più conosciuta e utilizzata tra le lingue ausiliarie internazionali. Presentata nel Primo Libro come Lingvo Internacia ("lingua internazionale"), prese in seguito il nome esperanto ("colui che spera", "sperante") dallo pseudonimo di Doktoro Esperanto, utilizzato dal suo creatore. Scopo della lingua è di far dialogare i diversi popoli cercando di creare tra di essi comprensione e pace con una seconda lingua semplice ma espressiva, appartenente all'umanità e non a un popolo. Un effetto di ciò sarebbe quello di proteggere gli idiomi "minori", altrimenti condannati all'estinzione dalla forza delle lingue delle nazioni più forti. Per questo motivo l'esperanto è stato ed è spesso protagonista di dibattiti riguardanti la cosiddetta democrazia linguistica.
Sono di nuovo in ritardo con l'aggiornamento! Beh, ci proviamo e vediamo cosa ne esce.
Ieri faceva un caldo assurdo. Ma veramente caldo. Ma caldissimo. Roba che sembrava di stare dentro un phon acceso al massimo. In questo periodo sento il caldo più del solito, e la cosa un po' mi infastidisce, ma ieri ho creduto davvero di sciogliermi.
Dopo scuola, senza nemmeno passare da casa, sono andata direttamente in centro. Al solito: metro fino a Vienna West e poi altra metro fino a Herrengasse, da cui si arriva all'Hofburg. In pratica sono più lì che a casa mia!
Non avevo una meta precisa, davvero non avevo programmato niente. Non avevo nemmeno aperto le guide, ero andata a Herrengasse certa di trovare qualcosa da vedere o da fare.
E infatti.
In zona Hofburg si trova la Biblioteca Nazionale Austriaca. Enorme. Al piano terra del palazzo della biblioteca si trova il Museo Internazionale dell'Esperanto. A costo di essere presa per matta, io per un periodo avevo pensato di cominciare a studiare anche l'esperanto. Poi mi sono resa conto che era un po' una follia, e quindi ho lasciato perdere. Anche se l'idea di una lingua internazionale al posto dell'inglese mi piace parecchio. Comunque, tornando a noi... 4 Euro di biglietto per il Museo dell'Esperanto e per il Globen Museum, il museo dei mappamondi che si trova nello stesso palazzo ma al piano di sopra.
Il Museo dell'Esperanto è molto piccolo ma denso di storia e curiosità.
Cito da quella fonte affidabilissima comunemente detta Wikipedia:
L'esperanto è una lingua pianificata, sviluppata tra il 1872 e il 1887 dall'oftalmologo polacco di origini ebraiche Ludwik Lejzer Zamenhof. È la più conosciuta e utilizzata tra le lingue ausiliarie internazionali. Presentata nel Primo Libro come Lingvo Internacia ("lingua internazionale"), prese in seguito il nome esperanto ("colui che spera", "sperante") dallo pseudonimo di Doktoro Esperanto, utilizzato dal suo creatore. Scopo della lingua è di far dialogare i diversi popoli cercando di creare tra di essi comprensione e pace con una seconda lingua semplice ma espressiva, appartenente all'umanità e non a un popolo. Un effetto di ciò sarebbe quello di proteggere gli idiomi "minori", altrimenti condannati all'estinzione dalla forza delle lingue delle nazioni più forti. Per questo motivo l'esperanto è stato ed è spesso protagonista di dibattiti riguardanti la cosiddetta democrazia linguistica.
Troviamo nel Museo tantissimi libri in cui si parla della creazione di questa lingua artificiale, da chi è stata progettata e a cosa sarebbe dovuta servire. A tale proposito, schiacciando un pulsante si può vedere un filmato che spiega chiaramente - in esperanto - la storia dell'esperanto stesso.
Troviamo anche degli esempi di poesie in esperanto. Ora, sarà anche una bella lingua... ma poetica non lo è nemmeno un goccio. Comunque anche le poesie sono molto interessanti. Si capisce molto bene che l'esperanto è una lingua artificiale perché all'interno di un testo possiamo arrivare a capire tutto tramite la conoscenza di una o più lingue straniere, siano esse romanze, slave o germaniche. Unendo un po' di radici comuni - e aggiungendo qualche suono strano - si ottiene l'esperanto. Io ovviamente sto semplificando molto, non è così semplice!
In un pannello poi viene raccontata la storia di tante altre lingue artificiali basate sullo stesso principio dell'esperanto quali possono essere il solresol basata sulla combinazione di note musicali, il latino sine flexione che, come dice il nome , è la lingua latina senza l'utilizzo delle desinenze per i casi, l'Europanto, l'Interlingua, la lingua Ido e tante altre per arrivare poi alle lingue di Tolkien. Per un periodo mi ero interessata anche alle lingue artificiali ma alcune sono davvero troppo complesse. E poi per imparare una lingua bisogna parlarla, e a quanto pare non sono tanti a parlare queste bizzarre lingue.
Una cosa molto divertente: c'è nel museo ... un Pac-Man. Sì, esatto: Pac-Man. Attraverso il gioco di Pac-Man si possono imparare alcune parole in esperanto. Ad esempio, ho imparato che ich = mi e du = vi. Perché ovviamente sì, il pannello era in tedesco. E quindi lo scopo del gioco era completare alcune frasi facendo muovere la "pallina gialla" (cit. me stessa) all'interno del labirinto. Naturalmente sono stata un po' lì a giocare e mi sono divertita tantissimo. Sembravo una bambina di cinque anni...!
Al piano di sopra si trova invece il museo dei mappamondi. Premessa: ero da sola, e questo ha reso la mia visita leggermente inquietante. Appena si entra, sulla destra, si trovano due pannelli interattivi in cui viene raccontata l'origine del mappamondo: quando è nato, da chi è stato inventato, i vari passaggi dal mappamondo - se così lo si può definire - che si usava nell'antica Roma fino ad arrivare ai mappamondi più moderni e addirittura a quelli virtuali. Vi sono altre tre sale stracolme di mappamondi e di altri oggetti in cui è raffigurata la superficie lunare o la disposizione dei pianeti con le rispettive lune intorno al Sole.
Dentro il museo c'era l'aria condizionata altissima. Faceva anche troppo freddo. Infatti non vi dico la botta di caldo appena sono uscita di là.
Dentro il museo c'era l'aria condizionata altissima. Faceva anche troppo freddo. Infatti non vi dico la botta di caldo appena sono uscita di là.
Faceva talmente caldo che l'unica cosa che sono riuscita a fare è stata... andare all'Hofburg ad allungarmi sotto un albero a prendere un po' di fresco. Sono stata un bel po' lì a leggere e a fare i miei compiti per il corso di tedesco (che ancora non ho finito!)
Momento notevole della giornata di ieri :
mentre ero lì sdraiata davanti all'Hofburg alternando compiti di tedesco a domande esistenziali sulla vita, vedo arrivare un branco di cinesi. Sì, lo so che si usa "folla" quando si parla di persone, ma quelli erano davvero un branco! Sarà stata mezza Pechino per lo meno! Insomma, questi cinesi tutti in gruppo si dirigono verso ... non si sa bene dove. Infatti si guardano intorno con aria piuttosto smarrita. Uno di loro mi si avvicina e mi chiede qualcosa. In cinese.
Ora, ok che studio lingue straniere...ma il cinese mi manca. Non ho capito una cippa di quello che mi ha detto.
Gli chiedo - in inglese - di ripetere quello che ha detto perché non ho capito.
Questo sgrana gli occhi come può e mi chiede: "Ma perché non sai il cinese?"
Sintetizzato in tre parole: MA IO BOH.
Questo è quanto.
Vediamo cosa riesco a combinare oggi. Spero di avere tante cose interessanti da raccontare!
Vediamo cosa riesco a combinare oggi. Spero di avere tante cose interessanti da raccontare!
A presto con i ViennAggiornamenti!
Iscriviti a:
Post (Atom)