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domenica 24 gennaio 2016

La Spiona is back

Dopo tantissimo tempo, ritorno al mio piccolo blog con un gran bell'aggiornamento.
La Spiona è tornata.
Anche qui a Trieste infatti origlio involontariamente i discorsi altrui, oppure mi limito a osservare le persone che hanno la sfortuna di capitare nel mio campo visivo.

L'altra sera ho deciso di fare un giro in centro dopo cena.
Completamente sola. Così, per schiarirmi un po' le idee e per riflettere in pace. Ma soprattutto per togliermi un po' di malefica ansia da esame.
E insomma, esco e in pochissimo arrivo al Molo Audace. E' là che di solito vado a meditare o anche solo a osservare le onde del mare e le luci della città.

Arrivo in fondo al Molo, dove c'è la rosa dei venti.
Mi siedo e respiro quell'aria freddaaaaaaaaa ma piacevolissima.
Mi guardo intorno. Non c'è nessuno. Beh, sono le nove di sera di un martedì di gennaio. E' pressoché logico che non ci sia nessuno sul Molo, fatta eccezione per la sottoscritta.
Però improvvisamente...vedo qualcuno.
Poco distante da me infatti si materializza....una coppia.

Oh no!, penso. No, le coppiette mielose no, per favore! Tutto ma non le coppiette mielose!
Non sono sufficientemente vicina a loro da sentire che cosa si dicono, ma li osservo da lontano.
E' cosa nota che io non sia in grado di stimare l'età delle persone, ma sarei pronta a dire che la ragazza avesse circa la mia età, o forse uno o due anni più di me. Il suo compagno ... non lo so. Più grande di lei sicuramente. Si tengono per mano e guardano il mare. Sono quanto di più tenero io abbia visto qui a Trieste fino a questo momento.
Torno alle mie meditazioni esistenziali finché a risvegliarmi dal mio stato di trance non è una fragorosa risata. Mi giro: era lei. Quella ragazza lì rideva come una matta. Ma rideva proprio tanto! E la sua risata ha contagiato il suo compagno...e anche me, che non avevo idea del perché di tutto quel ridere. Però li vedevo felici insieme, e sono riusciti a trasmettermi un po' di calma.
Sempre ridendo, lei lo abbraccia. Lui per tutta risposta la prende in braccio e la bacia.
E a quel punto sul Molo c'è un silenzio quasi assordante.
Io mi sono alzata e mi sono avviata verso il mio castello di ghiaccio (detto comunemente "casa mia"). Loro erano abbracciati, e sembrava che non avessero percezione del tempo che passava né del freddo che faceva.

Sono sincera: preferisco spiare così piuttosto che inquietarmi a sentire discorsi di assassini che vengono estradati.

mercoledì 2 settembre 2015

Miramare un anno dopo

2 settembre 2014, il giorno prima del test di ammissione alla facoltà nella quale adesso studio.
Piove, fa freddo, c'è vento, c'è un tempo del cavolo.
E io decido di andare a visitare il castello di Miramare in compagnia del mio camaleonte Pascal.

2 settembre 2015, esattamente un anno dopo.
Il tempo è come un anno fa: piove, fa freddo, c'è vento. E come un anno fa, sono a Miramare. In compagnia di Pascal e della mia nuova amica ImPaperatrice Sisi in versione duck.

Andando verso il castello, vedo una ragazza che sembra più o meno mia coetanea. E' insieme a sua madre, e stanno andando a prendere l'autobus per tornare in città.
Madre: "E allora quanti posti ci sono?"
Figlia: "Trentatré"
Presumo che stessero parlando dei posti a disposizione per entrare a scuola interpreti con francese come prima lingua. Il test qui a Trieste era ieri, mentre a Forlì era oggi.

E quindi, cara ragazza che hai scelto di provare il test per scuola interpreti solamente a Trieste... non so chi sei, non so di dove sei, non so nulla di te... ma spero soltanto che il castello di Miramare ti porti la stessa fortuna che ha portato a me un anno fa prima di fare quell'esame che mi ha cambiato la vita.

venerdì 21 agosto 2015

Tag 20 : l'inutilità della giornata e Belvedere Schloss

Tag 20 : 20 agosto 2015

Prima di tutto ci tengo a tranquillizzare mamma. Tranquilla che non muoio di freddo.
Come infatti ti ho detto su Skype - ti ho detto ma tu non hai sentito perché non mi ascolti mai - ho comprato una cosa che potrei definire giacca, felpa e mantello di Batman. No, non è una cosa austriaca. L'ho comprata da Pimkie, 20 Euro per onore di cronaca.

In ogni caso... stamattina ho fatto un giretto nella strada dei negozi perché a) mi stavo annoiando troppo in casa, stavo continuando a mangiare biscotti senza fine e non ce la potevo fare; b) avevo bisogno di comprare quell'aggeggio. Quindi si esce, si va a Westbahnhof, si esce dalla stazione, ci si perde, si rientra nella stazione, ci si perde dentro la stazione, ci si ritrova, si prende la metro, si esce dalla metro sbagliando uscita e quindi trovandosi dall'altra parte della strada rispetto a dove si vorrebbe essere, si girano negozi, si impallidisce davanti a una maglietta microscopica che costa 60 Euro, ci si imbelìna un buon numero di volte sulle scale e infine si prende il mantello di Batman.
Quindi con tutta la calma di questo mondo me ne vado al mio bellissimo corso. Tema di oggi: Facebook. Lallallero lallallà.
Dopodiché con una mia compagna mi dirigo verso Belvedere Schloss.
Ne parlerò bene domani, perché è talmente grande che abbiamo deciso di dividerlo in due giornate.
Oggi abbiamo visitato Unteres Belvedere e domani visiteremo Oberes Belvedere. Ovvero: oggi abbiamo visto la parte di castello....in basso, domani vedremo quella in alto.
Per ora posso dire solo una cosa.
Schönbrunn mi è piaciuto qualche miliardo di volte di più.

Poi ci dirigiamo ognuna verso casa propria.
Ho fame, e non mi interessa che siano le 18. Io un piatto di spaghetti me lo faccio.
Ho rimangiato anche dopo perché avevo davvero una fame oscena, non so perché. Non è da me!

Dopo la bellezza di due collegamenti su Skype, penso di fare un giro in centro. Ma sì, dai.. in Rathausplatz c'è "Il flauto magico", ma sono troppo deconcentrata e non riesco a seguirlo.
Capisco di aver bisogno di camminare.
Di conseguenza, partendo da Rathausplatz, mi faccio tutto il Ring a piedi fino a tornare al punto da cui ero partita.
Ed è solo lì che, con i piedi distrutti, decido che la mia giornata può benissimo terminare così.

E INVECE NO!
Perché entra in scena La Spiona!
Ormai non ascolto solo gli italiani, ma anche i tedeschi. E spesso mi diverto ancora di più che con gli italiani.
Sulla U3 sento un tizio che parla con una signora. Il tizio evidentemente non ci sta con la testa, ma è un dettaglio. I due iniziano a chiacchierare: lui ridendo da solo, lei guardandolo male. Lui le fa una valanga di complimenti: ma che belle gambe, ma che belle mani, ma che bella borsa, ma che bel vestito e via dicendo. Lei, imbarazzatissima, lo ringrazia. A questo punto il tipo si gira verso di me e mi chiede: "Willst du tanzen mit mir?" ( = "Vuoi ballare con me?"). Il mio primo pensiero è "Ma che diavolo di problemi hai????" ma gli rispondo solo "Nein, danke". Torna quindi a rivolgersi alla signora: "La signora (io, ndC) (feel like eine alte Frau, ndC) non vuole ballare con me. Ma Lei sì che vuole ballare con me. Vero?"
A quel punto arriviamo a Westbahnhof. La signora e io ci tuffiamo letteralmente giù dalla UBahn lasciando il tizio a bocca aperta.
E naturalmente ho perso la U6, ma quella ormai è la normalità.

A domani con i ViennAggiornamenti!

domenica 16 agosto 2015

La spiona on the road

Ho trovato una pratica WLAN e ora sono comodamente svaccata all'ombra degli alberi in Rathausplatz aspettando di attraversare la strada e cercare di fare il biglietto per cercare di fare la visita guidata al Burgtheater. No, niente hamburger.
Nel frattempo sta andando in onda una nuova puntata di "La Spiona".

Prima in U1 ho assistito a un episodio di "MIA: Mamma italiana apprensiva". In pratica questa signora stava cospargendo il figlio di amuchina come se fosse crema solare. Tanta e a chiazze. Momento assurdo: la signora ha freddo. (Nelle stazioni della metro si muore di caldo!) E essendo madre, che cosa fa? Mette una felpa al figlio.
Signora, non stai tanto bene.

Mentre sono qui che scrivo, poco distante da me ci sono due italiani (un uomo e una donna) che quasi certamente si sono persi.
Uomo: Allora, dove siamo?
Donna: Ah boh non lo so! E dove andiamo?
Uomo: Ma che ne so, decidi tu!
Donna: Ok. Andiamo a Londra!!

Qui a fianco a me c'è una tizia che ha la stessa fisionomia di Nicoletta Braschi. E anche la stessa espressione facciale. Allegria portami via!!

Questo breve SpionAggiornamento si conclude qui. Vado a cercare di fare cose.
A stas...

Ah no dai! Arrivano due italiane!! due romane! Ok me ne vado.
E queste sono a Vienna e vogliono un caffè italiano. Ma stiamo scherzando?!

Ora me ne vado davvero.

venerdì 14 agosto 2015

Tag 14 : "toglietemi da qui o sono fregata!"

Tag 14 : 14 agosto 2015

La mattina inizia con la gioia più grande. Scoprire di aver - finalmente! - dormito otto ore. Qui non so perché dormo sempre troppo poco, e infatti durante il giorno giro con delle occhiaie che nemmeno un panda.
Altra grandissima gioia: that moment when sei in stra-super-mega-ultra-arci-ritardissimo per andare a scuola perché ti sei persa a fare cose con il computer... scendi...e arriva l'autobus che devi prendere!
Arrivo puntuale e con la mia solita aria da diva (sottofondo musicale: "Stayin' alive") attraverso la strada e vado a scuola. Naturalmente con gli occhiali da sole: senza sono una talpa. Bello avere gli occhi sensibili a tutto.
Dopo il corso, con una delle mie compagne sono andata a fare un giretto nella ormai celeberrima Mariahilfer Straße. Lei doveva comprare le casse per il computer e abbiamo finito per fare un giro per tutte le librerie della strada. Coerenti, le ragazze.

E qui una descrizione ci starebbe, ma non renderebbe giustizia.
Provate a entrare da Thalia. Hanno TUTTO. Dite una cosa: lì dentro c'è. Avrei voluto comprare un miliardo e mezzo di cose tra libri, DVD e CD. Avrei voluto svaligiare quel negozio, starci dentro a vita. Sarebbe il mio paradiso.

Ma niente in confronto a Gerngross. Quello sì che è stragrande!
Poco più verso il centro rispetto a Thalia, Gerngross, ha sei piani di cose di ogni tipo. Vestiti, libri, elettronica, oggetti per la casa, cancelleria, cartoleria... manca solo uno zoo nel negozio e poi c'è veramente ogni cosa.
Sapevo che in Gerngross c'è un negozio che si chiama Saturn, che è una sorta di Media World ma grande almeno tre volte tanto. E sapevo che lì dentro c'era una sezione di CD e DVD di musical. Non credo serva aggiungere altro.
Chi mi conosce di persona sa infatti che se c'è una cosa che amo con tutta me stessa e anche di più - oltre alle lingue straniere - è vedere musical.
E non sono riuscita a non comprare niente.

La spesa proficua della Cecy:

  • il CD di "Mary Poppins", musical in versione tedesca. Mary Poppins è interpretata dalla splendida Annemieke van Dam, di cui ho già parlato in precedenza. La mia Lieblingsdarstellerin! Lo spettacolo, prodotto dalla Vereinigte Bühnen Wien, è in scena al Ronacher Theater (Seilerstätte 9). A questo indirizzo potete trovare tutte le informazioni che volete riguardo a questo musical supercalifragilistichespiralidosamente fantastico! E' in scena fino a gennaio: se vi capita di passare per Vienna vi consiglio di andarlo a vedere, se non altro per capire quanto è alta la qualità artistica delle produzioni austriache.
  • il DVD di "Das Phantom der Oper". Il Fantasma dell'Opera mi ha sempre affascinato e non ho mai avuto occasione di vederlo. Confesso di avere diversi problemi con l'inglese: non riesco proprio ad andare d'accordo con questa lingua. Ogni volta che mi avvicino a lei tramite musica, c'è sempre qualcosa che mi svia. Con "Les Misérables" a sviarmi è stato il francese, mentre con il Fantasma dell'Opera mi ha sviata il tedesco. E quindi mi sembra giusto vedere tutto il musical nella lingua in cui più mi ha affascinato. 
Con questi due acquisti decisamente soddisfacenti, sono tornata a casa dove ho mangiato di corsa per poi uscire alla volta di Rathausplatz. Stasera davano la Carmen del mio grande amico Bizet!
No. Non è un gatto.
E insomma, arrivo in Rathausplatz, piena piena piena. Solo che ho la cena sullo stomaco e ho bisogno di muovermi. Giusto perché non so proprio cosa fare ma ho bisogno di camminare, faccio a piedi tutto il giro del Volksgarten per poi tornare dal Rathaus e vedere ancora un pezzetto di Carmen.
Poi però il mio cervello ha iniziato a non connettere più. E allora...prendo la U-Bahn e via verso casa. 

La Spiona stasera ha origliato il discorso di tre donne (che poi si scoprono essere quattro) francesi - o comunque francofone - che si raccontavano la loro visita alla basilica di Cracovia. Queste simpatiche sciure pensano di dover scendere a Zieglergasse, e con le loro valigie più grandi di loro stanno per saltare giù dalla metro quando una delle quattro si sveglia e urla: "Mais non! La prochaine!" ("Ma no! La prossima!"). Indovinate chi è che rideva come una scema.

Salendo la scala mobile per andare a prendere la U6 sento due italiani che parlano (a un volume troppo alto per i miei gusti).
Italiano1: Ciao, sono un tuo fan...dammi il cinque, amico! 
Italiano2: Ma non dire cazzate! 
Entrambi erano sobri. Normale, hein?

Ora qui si va a letto, che gli occhi si incrociano e il cervello in preda al codeswitching sta iniziando a bollire.
A presto con i ViennAggiornamenti!! 

La spiona

Sulla metro trovi ogni genere di persona.
Chi non scolla gli occhi dal telefono.
Chi guarda fuori con lo sguardo perso.
Chi legge il giornale con aria impegnata.
Chi fa i sudoku o le parole crociate.

E poi c'è la Cecy, che origlia i discorsi altrui.
Ma non solo dei tedeschi. Anche e soprattutto degli italiani.

Ed ecco là che nasce una nuova sezione del blog. "La Spiona" ovvero "L'arte del farsi gli affari altrui".

Oggi mentre andavo al corso di lingua, sull'autobus una coppia di napoletani invocava un piatto di spaghetti al pomodoro. E mi hanno fatto venire una fame allucinante. Se non fossi stata già alla mia fermata, me li sarei mangiati.

Prima, tornando a casa da Rathausplatz. Passando dall'Hofburg, tre italiani (due donne e un uomo), forse torinesi.
Uomo: Guarda amore, questi sono gli appartamenti imperiali!
Donna1: Oh che bello, gli appartamenti dell'imperatrice Elisabetta!!
Donna2: Elisabetta? Come Elisabetta?! Ma non si chiamava Sissi??

E poi capita che, mentre sei sulla U3 e stai tornando a casa e stai uozzappando ridendo come una scema, metti a fuoco la voce di una coppia di toscani.
Lei: Ma scusami, ma metti caso che tu hai commesso un crimine negli Stati Uniti....
Lui: Amore, ma io...
Lei: No aspetta! E vieni estradato perché non possono processarti lì...
Lui: Ma io non....
Lei: ....cioè, per la legge ti possono estradare se hai commesso un crimine?
Sentir parlare di crimini...alle dieci e mezza di sera...sulla metro....con pochissima gente...
Può venirmi un po' d'ansia?
"Ma fatti gli affari tuoi!", mi si può dire.
E io non me li faccio.
Perché sono La Spiona.