Oggi.
Sveglia ore 9.30 - per la prima volta un orario decente, ma è anche giusto dato che ieri tra una cosa e l'altra sono andata a dormire non prima di mezzanotte e mezza.
Yogurt al cocco perché le dipendenze vengono prima di tutto.
Biscotti al burro. Quanto diavolo sono buoni. Butter Spritzgebäck. Tranquilli, non mordono. Hanno solo il 32% di burro dentro.
Compiti di tedesco che logicamente non ho fatto ieri perché ero a girellare da Thalia.
Dopodiché....un po' di tv. Il tedesco deve migliorare soprattutto sul piano dell'ascolto, e allora facciamo qualche cosa.
Prima una maratona di Tom&Jerry. Che è facile da capire.
E adesso sto seguendo la diretta di una seduta del Bundestag tedesco in cui stanno parlando di qualcosa che ha a che fare con la Grecia. Solo che avendo messo adesso la seduta, non sto capendo una cippa.
Ma è tutto Hörverstehen, quindi va benissimo.
E magari imparo anche qualcosa di politica.
mercoledì 19 agosto 2015
martedì 18 agosto 2015
Dalla Donauturm
Qui a Vienna c'è una torre molto alta.
Questa torre ha una terrazza panoramica da cui si vede tutta la città.
Di sera è ancora più bella perché è tutta illuminata.
E io ora sono in cima a quella torre.
Meraviglioso. Non ho parole.
Tutta Vienna sotto i miei piedi...
Tag 18: alla scoperta di Thalia (e della mia droga)
Tag 18 : 18 agosto 2015
Intanto oggi è il 18 agosto ed è il compleanno della mia Lieblingsdarstellerin Annemieke van Dam!!! ...googlate per saperne di più su di lei. E' una grande.
E sempre oggi è il compleanno dell'imperatore Francesco Giuseppe!
Sempre detto che i leoni di agosto sono i migliori.
(E non perché io sono leone di agosto...!)
Comunque, veniamo a noi.
Stamattina sembrava di stare a Trieste in una delle migliori giornate autunnali. Freddo, vento e pioggia. Bellissimo, hein? Per niente. Infatti anche al corso mi è venuto uno di quegli abbiocchi da cui è difficile scappare.
Eccezionalmente, oggi vi dirò che al corso abbiamo parlato di "conoscere gente online". Chi mi conosce di persona sa che è un argomento che mi sta particolarmente a cuore perché ... sì, è brutto da dire, ma... le persone a cui voglio più bene, o per lo meno le tre persone a cui voglio più bene, le ho conosciute online. No, niente fidanzati o cose del genere. Solo grandi amicizie. E se penso ad alcuni episodi un pochino mi rattristo, quindi penso solamente a quanto altri episodi mi hanno fatto sentire bene.
Bando alle ciance. Dopo il corso, con alcuni miei compagni vado a prendere qualcosa da bere in un Café lì vicino a scuola. Un Café francese. Non l'ho scelto io, giuro. Comunque, dopo un bel po' di chiacchiera con una mia compagna facciamo un giretto sempre nella mitica strada dei negozi, che è un po' come casa mia.
Siamo entrate in un mega negozio di libri che si chiama Thalia. Il mio paradiso, sul serio. In Italia faccio sempre fatica a trovare libri in tedesco. E cosa c'è di meglio di un grande negozio di libri solo in tedesco? Potete dire qualsiasi cosa. La mia risposta è sempre "nah".
E qui arriva il punto dolente.
La mia vera e propria droga.
Uno scrittore austriaco a cui dedicherò in seguito un intero post. Daniel Glattauer. Nato a Vienna nel 1960. I suoi due libri più famosi sono "Le ho mai raccontato del vento del Nord" e "La settima onda".
Dopo aver letto "Le ho mai raccontato del vento del Nord" ho capito che Glattauer per me è una droga. Ho bisogno di leggere i suoi libri. Ma proprio bisogno, non voglia o curiosità. In Italia sono stati tradotti altri tre libri ma che in italiano non rendono un granché. Anzi, due non mi sono piaciuti affatto. Ora dovrei leggerli in tedesco per vedere se è la traduzione che fa schifo o è Glattauer che si è fumato qualcosa o se la settima onda gli ha risucchiato il cervello. Dal momento che i libri di Glattauer in tedesco in Italia non si trovano, oggi mi è venuta la forte tentazione di comprarne uno. Poi mi sono ricordata di avere pochissimi soldi dietro. Per fortuna, sennò avrei fatto un macello.
Vorrei dire una cosa alla persona che mi ha fatto conoscere Glattauer (perché tanto lo so che prima o poi passi di qui!!!): ti ringrazio tantissimo per avermelo fatto conoscere - anche perché almeno dà un senso al mio studiare tedesco - ... però adesso devi assolutamente aiutarmi a disintossicarmi dai suoi libri perché sennò non se ne esce e spenderò tutti i miei soldi così e tu mi dirai di piantarla di spendere ma io non ce la farò e quindi comprerò tutti i suoi libri e poi mi sentirò in colpa e poi avrò almeno due borse in più per portare tutto in Italia e quindi si va a creare quello che in tedesco si chiama Teufelskreis ovvero "circolo vizioso" ma ora sto scrivendo cazzate seguendo il flusso della mia mente un po' come faceva il buon vecchio James Joyce. Solo che lui ogni tanto qualcosa di intelligente lo scriveva, io no.
In ogni caso, ho girato due orette buone dentro Thalia dopodiché sono tornata a casina. Cioè... adesso sono arrivata a casina. Giusto il tempo di scrivere due cazzate... mangio qualcosa e poi esco di nuovo.
Destinazione.... super geheim! *zan zan zaaaaaaaaan!!*
A dopo con i ViennAggiornamenti e forse con qualcosa di sensato!
Intanto oggi è il 18 agosto ed è il compleanno della mia Lieblingsdarstellerin Annemieke van Dam!!! ...googlate per saperne di più su di lei. E' una grande.
E sempre oggi è il compleanno dell'imperatore Francesco Giuseppe!
Sempre detto che i leoni di agosto sono i migliori.
(E non perché io sono leone di agosto...!)
Comunque, veniamo a noi.
Stamattina sembrava di stare a Trieste in una delle migliori giornate autunnali. Freddo, vento e pioggia. Bellissimo, hein? Per niente. Infatti anche al corso mi è venuto uno di quegli abbiocchi da cui è difficile scappare.
Eccezionalmente, oggi vi dirò che al corso abbiamo parlato di "conoscere gente online". Chi mi conosce di persona sa che è un argomento che mi sta particolarmente a cuore perché ... sì, è brutto da dire, ma... le persone a cui voglio più bene, o per lo meno le tre persone a cui voglio più bene, le ho conosciute online. No, niente fidanzati o cose del genere. Solo grandi amicizie. E se penso ad alcuni episodi un pochino mi rattristo, quindi penso solamente a quanto altri episodi mi hanno fatto sentire bene.
Bando alle ciance. Dopo il corso, con alcuni miei compagni vado a prendere qualcosa da bere in un Café lì vicino a scuola. Un Café francese. Non l'ho scelto io, giuro. Comunque, dopo un bel po' di chiacchiera con una mia compagna facciamo un giretto sempre nella mitica strada dei negozi, che è un po' come casa mia.
Siamo entrate in un mega negozio di libri che si chiama Thalia. Il mio paradiso, sul serio. In Italia faccio sempre fatica a trovare libri in tedesco. E cosa c'è di meglio di un grande negozio di libri solo in tedesco? Potete dire qualsiasi cosa. La mia risposta è sempre "nah".
E qui arriva il punto dolente.
La mia vera e propria droga.
Uno scrittore austriaco a cui dedicherò in seguito un intero post. Daniel Glattauer. Nato a Vienna nel 1960. I suoi due libri più famosi sono "Le ho mai raccontato del vento del Nord" e "La settima onda".
Dopo aver letto "Le ho mai raccontato del vento del Nord" ho capito che Glattauer per me è una droga. Ho bisogno di leggere i suoi libri. Ma proprio bisogno, non voglia o curiosità. In Italia sono stati tradotti altri tre libri ma che in italiano non rendono un granché. Anzi, due non mi sono piaciuti affatto. Ora dovrei leggerli in tedesco per vedere se è la traduzione che fa schifo o è Glattauer che si è fumato qualcosa o se la settima onda gli ha risucchiato il cervello. Dal momento che i libri di Glattauer in tedesco in Italia non si trovano, oggi mi è venuta la forte tentazione di comprarne uno. Poi mi sono ricordata di avere pochissimi soldi dietro. Per fortuna, sennò avrei fatto un macello.
Vorrei dire una cosa alla persona che mi ha fatto conoscere Glattauer (perché tanto lo so che prima o poi passi di qui!!!): ti ringrazio tantissimo per avermelo fatto conoscere - anche perché almeno dà un senso al mio studiare tedesco - ... però adesso devi assolutamente aiutarmi a disintossicarmi dai suoi libri perché sennò non se ne esce e spenderò tutti i miei soldi così e tu mi dirai di piantarla di spendere ma io non ce la farò e quindi comprerò tutti i suoi libri e poi mi sentirò in colpa e poi avrò almeno due borse in più per portare tutto in Italia e quindi si va a creare quello che in tedesco si chiama Teufelskreis ovvero "circolo vizioso" ma ora sto scrivendo cazzate seguendo il flusso della mia mente un po' come faceva il buon vecchio James Joyce. Solo che lui ogni tanto qualcosa di intelligente lo scriveva, io no.
In ogni caso, ho girato due orette buone dentro Thalia dopodiché sono tornata a casina. Cioè... adesso sono arrivata a casina. Giusto il tempo di scrivere due cazzate... mangio qualcosa e poi esco di nuovo.
Destinazione.... super geheim! *zan zan zaaaaaaaaan!!*
A dopo con i ViennAggiornamenti e forse con qualcosa di sensato!
Sachertorte ovvero Come ingrassare di brutto in cinque minuti
In questo momento, anche se ho appena fatto colazione, ho una voglia pazza di Sacher. E quindi credo che sia anche un'ottima occasione per presentarvi la torta al cioccolato più famosa (e più buona!) del mondo.
Come nasce la Sachertorte?
Nasce a opera di un pasticcere, Franz Sacher, nel 1832.
Un giorno Sacher stava sostituendo uno chef che non stava bene. Il suo compito era di preparare un dolce per il golosissimo principe von Mitternich Winnesburg... e ha ben pensato di combinare tra loro ingredienti semplici e tradizionali per arrivare a creare un dolce semplice ma molto gustoso.
Il dolce ha avuto un grandissimo successo, e il giovane pasticcere si è dovuto dare molto da fare per preparare ancora questa torta che adesso è uno dei dolci più conosciuti al mondo.
Anche se tantissime persone la preparano, la ricetta originale della Sachertorte è gelosamente custodita qui a Vienna e non viene rivelata a nessuno. Soltanto due Hotel qui a Vienna preparano la Sachertorte con la ricetta originale: l'Hotel Regina e l'Hotel Imperial.
Ma ora bando alle ciance, procediamo con la parte interessante del post. La vera e propria ricetta.
Sigla.
Per uno stampo di 24 cm:
Come nasce la Sachertorte?
Nasce a opera di un pasticcere, Franz Sacher, nel 1832.
Un giorno Sacher stava sostituendo uno chef che non stava bene. Il suo compito era di preparare un dolce per il golosissimo principe von Mitternich Winnesburg... e ha ben pensato di combinare tra loro ingredienti semplici e tradizionali per arrivare a creare un dolce semplice ma molto gustoso.
Il dolce ha avuto un grandissimo successo, e il giovane pasticcere si è dovuto dare molto da fare per preparare ancora questa torta che adesso è uno dei dolci più conosciuti al mondo.
Anche se tantissime persone la preparano, la ricetta originale della Sachertorte è gelosamente custodita qui a Vienna e non viene rivelata a nessuno. Soltanto due Hotel qui a Vienna preparano la Sachertorte con la ricetta originale: l'Hotel Regina e l'Hotel Imperial.
Ma ora bando alle ciance, procediamo con la parte interessante del post. La vera e propria ricetta.
Sigla.
Per uno stampo di 24 cm:
- 2 g di sale
- 260 g di zucchero semolato
- 250 g di cioccolato fondente
- 20 g di miele
- 175 g di burro morbido
- 180 g di farina 00
- uova a temperatura ambiente: 6 tuorli (120 g) e 6 albumi (240 g)
Per la farcitura :
- 350 g di confettura di albicocche
- 300 g di cioccolato fondente
- 250 g di panna fresca liquida
- 50 g di glucosio (o, in alternativa, di miele)
COME SI FA?
Iniziate a sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria e poi lasciarlo raffreddare finché non ha raggiunto la temperatura di 32 gradi. Misurate la temperatura con un termometro per alimenti. E' importante che sia a questa temperatura perché se è troppo caldo scioglie il burro nell'impasto.
Dividete poi i tuorli e gli albumi. A parte, unite il burro, 110 g di zucchero semolato e miele in una ciotola con frusta. Dovete "frustare" finché non ottenete un composto spumoso. A quel punto aggiungete a filo il cioccolato e i tuorli, uno per volta.
A parte, iniziate a montare gli albumi con un pizzico di sale. Quando saranno completamente bianchi, aggiungete anche i rimanenti 150 g di zucchero poco per volta. Aggiungere questo composto cremoso all'impasto di prima e mischiate delicatamente con una spatola o con la frusta dal basso verso l'alto facendo ben attenzione a non smontare le uova.
Aggiungete quindi la farina setacciata e continuate a mischiare delicatamente.
Prendete una tortiera di 24 cm, imburratela e foderatela con carta da forno. A questo punto versateci dentro l'impasto livellandolo con una spatola. Non sbattete la tortiera, ché altrimenti si rovina tutto!
Cuocere a forno preriscaldato statico a 180 gradi per 50/60 minuti. In alternativa, a forno ventilato a 160 gradi per 40/50 minuti.
A cottura ultimata, sfornate la torta e fatela raffreddare su una gratella. Dividetela quindi in tre dischi. Intanto setacciate la confettura in modo che non abbia grumi e farcite la torta.
Usate la confettura anche per spennellare la superficie esterna. Lasciate poi asciugare per un'oretta a temperatura ambiente.
Ora invece ci occupiamo della "copertura" della torta.
In un pentolino scaldate la panna fresca liquida, poi unite il glucosio (o il miele) e mischiate fino a che il tutto non si scioglie per bene. Quando il composto sta quasi per bollire, spegnete il fuoco e versate il composto sul cioccolato fondente tritato. Quindi mischiate il tutto fino a ottenere una crema senza grumi e lasciate raffreddare. Dovrà raggiungere la temperatura di 32 gradi perché così raggiunge la densità necessaria a coprire la torta. Quando la salsa sarà fredda, potrete ricoprire la torta: fate colare la glassa al cioccolato cominciando dai lati fino ad arrivare al centro coprendo integralmente la torta.
Bene. La vostra bomba calorica Sachertorte è pronta!
Buon appetito!!!
Ora invece ci occupiamo della "copertura" della torta.
In un pentolino scaldate la panna fresca liquida, poi unite il glucosio (o il miele) e mischiate fino a che il tutto non si scioglie per bene. Quando il composto sta quasi per bollire, spegnete il fuoco e versate il composto sul cioccolato fondente tritato. Quindi mischiate il tutto fino a ottenere una crema senza grumi e lasciate raffreddare. Dovrà raggiungere la temperatura di 32 gradi perché così raggiunge la densità necessaria a coprire la torta. Quando la salsa sarà fredda, potrete ricoprire la torta: fate colare la glassa al cioccolato cominciando dai lati fino ad arrivare al centro coprendo integralmente la torta.
Bene. La vostra bomba calorica Sachertorte è pronta!
Buon appetito!!!
lunedì 17 agosto 2015
Tag 17: in visita a Maria Theresia
Tag 17 : 17 agosto 2015
Come ho già scritto stamattina, fa freddo.
Nel senso....per me è freddo. Io vorrei che fosse sempre caldo, addirittura Hitze. Mi manca, la mia amata Hitze!
Vienna oggi si è impegnata parecchio per non farmi sentire nostalgia di Trieste: tempo brutto, freddo e vento. Sembrava davvero di stare nella mia città. Comunque in effetti sì, Trieste mi manca. Ma tra due settimane torno. Anzi, tra due settimane a quest'ora sono a Wien Meidling che aspetto di accamparmi su uno stramaledetto Euronight per trascorrere una notte insonne. Ma che bello!
Ma smettiamola con le scemate, e veniamo a noi.
Dopo scuola, con due miei compagni di corso decido di dirigermi verso una meta dal contenuto altamente imperiale. Il castello di Schönbrunn.
Dentro il castello non si possono fare foto, quindi ho usato il telefono per scrivere i soliti "due Tipps". Abbiamo preso le audioguide - io al solito ero molto stanca quindi tutto in italiano - e siamo stati là dentro un'ora e mezza.
All'interno del castello, l'audioguida non perde l'occasione di ricordare tutte le sfighe del povero Francesco Giuseppe: sua figlia primogenita Sophia è morta quando aveva 2 anni. Il suo terzo figlio nonché erede al trono Rudolph si suicida (googlare "Fatti di Mayerling"). Suo fratello Massimiliano, divenuto imperatore del Messico, laggiù viene giustiziato. La sua adorata consorte, il suo "angelo" Sisi, viene assassinata dall'anarchico Luigi Lucheni. Uhm uhm Franz...non è che porti sfortuna?
Franz Joseph intanto è morto lì nel castello nel 1916 all'età di 86 anni dopo 68 anni di regno.
Quando Sisi è stata assassinata, Franz Joseph ha detto che nessuno sapeva quanto lui abbia amato la sua consorte. Ma il suo grande amore per Sisi era ricambiato?
E insomma. L'audioguida ci dice Sisi, dopo aver sposato Franz nel 1854, dirà più volte qualcosa come "il matrimonio non ha senso perché poi te ne penti e non lo puoi sciogliere". Sisi era una persona estremamente indipendente e stava ben poco a Vienna. Ma quando ci stava, la sua giornata era scandita da cure estetiche e dallo sport. Quindi non stava tanto con il marito. Il quale comunque non stava tanto con la moglie perché era sempre impegnato con le udienze e con la burocrazia e con questo e con quello.
Un altro particolare sull'imperatore che mi ha stupito era il pranzo. Durante i pranzi ufficiali venivano servite esclusivamente pietanze francesi. Franz però preferiva i cibi viennesi, e quindi durante i pranzi non ufficiali mangiava piatti come le Wiener Schnitzel e il gulasch. Mi piace immaginare l'imperatore con i baffi pieni di sugo e con l'aria soddisfatta dopo un'abbondante porzione di gulasch.
Qui finalmente viene ribadito un aspetto di Sisi che negli appartamenti imperiali veniva abbastanza equivocato. Sto parlando del rapporto che Sisi aveva con l'arciduchessa Sophia. E' cosa nota che le due non dico che si odiavano ma sicuramente non si sopportavano. Le parole di Sisi riguardanti quella simpaticona di Sophia: "Per tutto il giorno ero sola e temevo l'attimo in cui giungeva l'arciduchessa Sophia perché veniva tutti i giorni a spiare a ogni ora ciò che facevo. Tutto quello che facevo era sempre sbagliato. Le più infime banalità divenivano un affare di stato".
E insomma, in buoni rapporti non proprio.
Per il resto, merita assolutamente. E' un castello meraviglioso e i giardini sono quanto di più fantastico io abbia mai visto.
Per quel che mi riguarda sono anche più belli dei giardini della reggia di Versailles. Re Sole, fai una capatina a Vienna e impallidisci!
Nel parco c'è anche la Gloriette, un edificio fatto costruire da Maria Theresia per...prendere il the.
Maria Theresia bella, hai un intero castello a disposizione. Che bisogno c'è di costruire anche la Gloriette?
Uscendo, si passa dallo shop.
E anche questa volta ho fatto l'acquisto del secolo.
Come ho detto più di una volta, Geld sparen non fa per me. Ma questa è stata veramente grossa. Però una volta nella vita ti capita di comprare una Kette Stern con Swarovski.
E dai, una volta ci sta. Poi basta. Ma ora con una bellissima stella alpina me la posso tirare per bene.
E anche questa giornata imperiale si è conclusa.
Piove, quindi niente Wiener Film Festival. Si sta a casina e si guarda un filmetto.
A presto con i ViennAggiornamenti!!
Come ho già scritto stamattina, fa freddo.
Nel senso....per me è freddo. Io vorrei che fosse sempre caldo, addirittura Hitze. Mi manca, la mia amata Hitze!
Vienna oggi si è impegnata parecchio per non farmi sentire nostalgia di Trieste: tempo brutto, freddo e vento. Sembrava davvero di stare nella mia città. Comunque in effetti sì, Trieste mi manca. Ma tra due settimane torno. Anzi, tra due settimane a quest'ora sono a Wien Meidling che aspetto di accamparmi su uno stramaledetto Euronight per trascorrere una notte insonne. Ma che bello!
Ma smettiamola con le scemate, e veniamo a noi.
Dopo scuola, con due miei compagni di corso decido di dirigermi verso una meta dal contenuto altamente imperiale. Il castello di Schönbrunn.
Dentro il castello non si possono fare foto, quindi ho usato il telefono per scrivere i soliti "due Tipps". Abbiamo preso le audioguide - io al solito ero molto stanca quindi tutto in italiano - e siamo stati là dentro un'ora e mezza.
All'interno del castello, l'audioguida non perde l'occasione di ricordare tutte le sfighe del povero Francesco Giuseppe: sua figlia primogenita Sophia è morta quando aveva 2 anni. Il suo terzo figlio nonché erede al trono Rudolph si suicida (googlare "Fatti di Mayerling"). Suo fratello Massimiliano, divenuto imperatore del Messico, laggiù viene giustiziato. La sua adorata consorte, il suo "angelo" Sisi, viene assassinata dall'anarchico Luigi Lucheni. Uhm uhm Franz...non è che porti sfortuna?
Franz Joseph intanto è morto lì nel castello nel 1916 all'età di 86 anni dopo 68 anni di regno.
Quando Sisi è stata assassinata, Franz Joseph ha detto che nessuno sapeva quanto lui abbia amato la sua consorte. Ma il suo grande amore per Sisi era ricambiato?
E insomma. L'audioguida ci dice Sisi, dopo aver sposato Franz nel 1854, dirà più volte qualcosa come "il matrimonio non ha senso perché poi te ne penti e non lo puoi sciogliere". Sisi era una persona estremamente indipendente e stava ben poco a Vienna. Ma quando ci stava, la sua giornata era scandita da cure estetiche e dallo sport. Quindi non stava tanto con il marito. Il quale comunque non stava tanto con la moglie perché era sempre impegnato con le udienze e con la burocrazia e con questo e con quello.
Un altro particolare sull'imperatore che mi ha stupito era il pranzo. Durante i pranzi ufficiali venivano servite esclusivamente pietanze francesi. Franz però preferiva i cibi viennesi, e quindi durante i pranzi non ufficiali mangiava piatti come le Wiener Schnitzel e il gulasch. Mi piace immaginare l'imperatore con i baffi pieni di sugo e con l'aria soddisfatta dopo un'abbondante porzione di gulasch.
Qui finalmente viene ribadito un aspetto di Sisi che negli appartamenti imperiali veniva abbastanza equivocato. Sto parlando del rapporto che Sisi aveva con l'arciduchessa Sophia. E' cosa nota che le due non dico che si odiavano ma sicuramente non si sopportavano. Le parole di Sisi riguardanti quella simpaticona di Sophia: "Per tutto il giorno ero sola e temevo l'attimo in cui giungeva l'arciduchessa Sophia perché veniva tutti i giorni a spiare a ogni ora ciò che facevo. Tutto quello che facevo era sempre sbagliato. Le più infime banalità divenivano un affare di stato".
E insomma, in buoni rapporti non proprio.
Per il resto, merita assolutamente. E' un castello meraviglioso e i giardini sono quanto di più fantastico io abbia mai visto.
Per quel che mi riguarda sono anche più belli dei giardini della reggia di Versailles. Re Sole, fai una capatina a Vienna e impallidisci!
Nel parco c'è anche la Gloriette, un edificio fatto costruire da Maria Theresia per...prendere il the.
Maria Theresia bella, hai un intero castello a disposizione. Che bisogno c'è di costruire anche la Gloriette?
Uscendo, si passa dallo shop.
E anche questa volta ho fatto l'acquisto del secolo.
Come ho detto più di una volta, Geld sparen non fa per me. Ma questa è stata veramente grossa. Però una volta nella vita ti capita di comprare una Kette Stern con Swarovski.
E dai, una volta ci sta. Poi basta. Ma ora con una bellissima stella alpina me la posso tirare per bene.
E anche questa giornata imperiale si è conclusa.
Piove, quindi niente Wiener Film Festival. Si sta a casina e si guarda un filmetto.
A presto con i ViennAggiornamenti!!
Ridatemi la mia Hitze
Fino a ieri eravamo stabili su 30 gradi e dintorni.
Adesso, mentre scrivo, di gradi ce ne sono 18.
Piove.
C'è vento.
Fa freddo.
Ed è subito autunno.
Ridatemi la mia Hitze, almeno fino a quando non torno a Trieste e non finisco gli stramaledetti cavolo di esami.
Ridatemi la mia Hitze perché io non sopporto dover girare con la pioggia.
Ridatemi la mia Hitze perché Vienna sotto l'acqua diventa improvvisamente tristissima.
Ridatemi la mia Hitze, per l'amor del cielo.
Ridatemi la mia Hitze e nessuno si farà male.
Detto questo, vado a tirar fuori la copertina.
Adesso, mentre scrivo, di gradi ce ne sono 18.
Piove.
C'è vento.
Fa freddo.
Ed è subito autunno.
Ridatemi la mia Hitze, almeno fino a quando non torno a Trieste e non finisco gli stramaledetti cavolo di esami.
Ridatemi la mia Hitze perché io non sopporto dover girare con la pioggia.
Ridatemi la mia Hitze perché Vienna sotto l'acqua diventa improvvisamente tristissima.
Ridatemi la mia Hitze, per l'amor del cielo.
Ridatemi la mia Hitze e nessuno si farà male.
Detto questo, vado a tirar fuori la copertina.
domenica 16 agosto 2015
Tag 16: "Ma scusi" e il piano B
Tag 16 : 16 agosto 2015
Intanto è domenica. E io detesto la domenica. In Austria poi non ne parliamo.
Un incubo. Non si sa mai che cosa fare.
Ma stavolta l'idea c'è! Si visitano i teatri.
E allora cerco gli orari sui vari siti. Pare che sì, la domenica ci siano le visite guidate. E quindi cosa stiamo aspettando? Via verso il Ronacher!
Stavolta sapevo già dove andare: U3 fino a Stephansplatz e poi, dalla strada principale, "seconda Gasse a sinistra, questo è il cammino...e poi dritta fino al teatrino", rielaborando Edoardo Bennato. Che poi il Ronacher non è propriamente un teatrino ma va bene.
E lì scopro che tecnicamente le visite guidate si devono prenotare sul sito.
Ma sul sito non c'è niente!
Pfffff.
Mi hanno spiegato però che domani posso tornare lì e prenotarne una. E sarà proprio quello che farò. Muahahahah!
Nella vita ho imparato che devo sempre avere un piano B. In questo caso, il mio piano B era il Burgtheater. Questo bellissimo teatro si trova davanti al Rathaus, quindi ci si arriva con la U2... o con qualsiasi cosa che passi sul Ring. Infatti l'entrata principale del teatro dà sul Ring.
Nei pressi del teatro ci sono la Votivkirche e il Sigmund Freud Park, di cui ho parlato qualche giorno fa.
Insomma, sono andata subito là per verificare che là ci fosse davvero la visita guidata.
E in effetti c'era. Solo che vendevano i biglietti alle 14.45 e la visita cominciava alle 15.
Ed erano le 13.
Abbiocco fra 3...2...1...
Seriamente, io non ce la posso fare. Cosa faccio un'ora e mezza?
Prima di tutto, devo mangiare. Sennò mi mangio qualche giappo che fotografa il teatro con il suo iPad.
Giri l'angolo e trovi il Mc Donald's. Meglio che niente. #disagissimo
In ogni caso, alle 14.45 entro nel Burgtheater per la visita guidata. Biglietto per gli studenti: 3 Euro. Diciamola tutta, essere studentessa è bellissimo.
Le visite guidate sono in inglese e in tedesco, però si può prendere un foglio con la spiegazione anche in altre lingue.
Io chiedo gentilmente se posso prendere le spiegazioni in italiano e in francese. La cassiera, simpatica come un brufolo sul naso, mi chiede: "Ma quindi paga due biglietti?" Ma no, ma che problemi hai? Voglio due fogli, non due biglietti! "Ma scusi, ma quindi il foglio lo vuole in italiano o in francese?" Tutte e due le lingue. "Ma scusi, ma perché?". Perché voglio le cose in due lingue, ok? E che cavolo! In tutti gli altri posti nessuno ha fatto una piega e questa che tra un po' vuole sapere anche il PIN del mio telefono. Ma io boh.
Comunque... mi faccio tutta la visita con la guida tedesca e scrivendo i soliti "due Tipps" sul foglio francese. Divertentissimo scrivere una parola in italiano e due in tedesco. Frasi che iniziano in una lingua e finiscono nell'altra. Frecce con indicazioni in franco-italiano o in italo-tedesco o in qualsiasi altra lingua, tentativi di interpretazione simultanea della guida falliti miseramente...
In ogni caso, il teatro è davvero bello. Ma bello bello bello.
Prossimamente le foto.
Solo alla fine della visita mi sono resa conto che la simpatica guida parlava viennese. Ho capito che ha detto diverse volte "bissle" anziché "bisschen". Ma io ti spezzo le ossa.
E anche questo Tag 16 si è felicemente e teatralmente concluso.
Chissà domani cosa si fa...!
A presto con i ViennAggiornamenti!
Intanto è domenica. E io detesto la domenica. In Austria poi non ne parliamo.
Un incubo. Non si sa mai che cosa fare.
Ma stavolta l'idea c'è! Si visitano i teatri.
E allora cerco gli orari sui vari siti. Pare che sì, la domenica ci siano le visite guidate. E quindi cosa stiamo aspettando? Via verso il Ronacher!
Stavolta sapevo già dove andare: U3 fino a Stephansplatz e poi, dalla strada principale, "seconda Gasse a sinistra, questo è il cammino...e poi dritta fino al teatrino", rielaborando Edoardo Bennato. Che poi il Ronacher non è propriamente un teatrino ma va bene.
E lì scopro che tecnicamente le visite guidate si devono prenotare sul sito.
Ma sul sito non c'è niente!
Pfffff.
Mi hanno spiegato però che domani posso tornare lì e prenotarne una. E sarà proprio quello che farò. Muahahahah!
Nella vita ho imparato che devo sempre avere un piano B. In questo caso, il mio piano B era il Burgtheater. Questo bellissimo teatro si trova davanti al Rathaus, quindi ci si arriva con la U2... o con qualsiasi cosa che passi sul Ring. Infatti l'entrata principale del teatro dà sul Ring.
Nei pressi del teatro ci sono la Votivkirche e il Sigmund Freud Park, di cui ho parlato qualche giorno fa.
Insomma, sono andata subito là per verificare che là ci fosse davvero la visita guidata.
E in effetti c'era. Solo che vendevano i biglietti alle 14.45 e la visita cominciava alle 15.
Ed erano le 13.
Abbiocco fra 3...2...1...
Seriamente, io non ce la posso fare. Cosa faccio un'ora e mezza?
Prima di tutto, devo mangiare. Sennò mi mangio qualche giappo che fotografa il teatro con il suo iPad.
Giri l'angolo e trovi il Mc Donald's. Meglio che niente. #disagissimo
In ogni caso, alle 14.45 entro nel Burgtheater per la visita guidata. Biglietto per gli studenti: 3 Euro. Diciamola tutta, essere studentessa è bellissimo.
Le visite guidate sono in inglese e in tedesco, però si può prendere un foglio con la spiegazione anche in altre lingue.
Io chiedo gentilmente se posso prendere le spiegazioni in italiano e in francese. La cassiera, simpatica come un brufolo sul naso, mi chiede: "Ma quindi paga due biglietti?" Ma no, ma che problemi hai? Voglio due fogli, non due biglietti! "Ma scusi, ma quindi il foglio lo vuole in italiano o in francese?" Tutte e due le lingue. "Ma scusi, ma perché?". Perché voglio le cose in due lingue, ok? E che cavolo! In tutti gli altri posti nessuno ha fatto una piega e questa che tra un po' vuole sapere anche il PIN del mio telefono. Ma io boh.
Comunque... mi faccio tutta la visita con la guida tedesca e scrivendo i soliti "due Tipps" sul foglio francese. Divertentissimo scrivere una parola in italiano e due in tedesco. Frasi che iniziano in una lingua e finiscono nell'altra. Frecce con indicazioni in franco-italiano o in italo-tedesco o in qualsiasi altra lingua, tentativi di interpretazione simultanea della guida falliti miseramente...
In ogni caso, il teatro è davvero bello. Ma bello bello bello.
Prossimamente le foto.
Solo alla fine della visita mi sono resa conto che la simpatica guida parlava viennese. Ho capito che ha detto diverse volte "bissle" anziché "bisschen". Ma io ti spezzo le ossa.
E anche questo Tag 16 si è felicemente e teatralmente concluso.
Chissà domani cosa si fa...!
A presto con i ViennAggiornamenti!
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